Oggi a Giubiano l’addio a Luca. Una vita colma di amore

La cerimonia laica per Luca Squizzato si svolgerà alle 14 nella Sala del Commiato

Alpinista morto in trentino: oggi la cerimonia funebre. Un saluto raccolto, alle 14 nella sala del commiato a Giubiano prima della cremazione, che permetterà ai familiari e ai tantissimi amici di salutare Luca Squizzato, 50 anni, scomparso durante l’ascensione al Monte Nero, che lo ha visto partire sabato scorso dopo aver raggiunto Madonna di Campiglio insieme alla moglie Laura. Sabato sera marito e moglie si erano sentiti: lui era in quota, tutto procedeva per il meglio. L’allarme domenica sera, alle 20, quando la moglie non ha visto Luca fare ritorno. Gli specialisti del soccorso alpino hanno trovato il corpo dell’alpinista ai piedi di un canalone a quota 2.800 metri.

Squizzato, amante della montagna, scalatore esperto e ben attrezzato è stato travolto da una valanga di sassi e neve staccatasi dalla parete che stava affrontando, che lo ha fatto precipitare per non meno di 200 metri. Non una disattenzione, ma un’imprevedibile quanto drammatica fatalità. Quella di oggi sarà una cerimonia laica: «Luca è sempre stato profondamente laico. Non perché avesse qualcosa contro la religione, ma perché quello era il suo modo di essere. Sarebbe stato ipocrita fare una scelta diversa. E Luca ipocrita non lo è stato mai nemmeno per un secondo in vita sua». Il ritratto che gli amici fanno del cinquantenne te le fanno immediatamente stimare. Amava la montagna da sempre. La montagna esige fatica, esige concentrazione, preparazione. La montagna, soprattutto, esige onestà. Lì non si bara, non si truffa o inganna: o ci arrivi o non ci arrivi. Nessuna scorciatoia: non puoi mentire e quando sei in vetta ti prendi la tua soddisfazione. «Luca viveva così tutti i giorni – raccontano gli amici – con gli occhi in vetta sempre, con la fatica del lavoro, senza mai prendere alcuna scorciatoia». Una rarità questo varesino, che ha capito da subito chi fosse e ha seguito la sua strada.

Gli Squizzato sono una famiglia conosciuta a Varese, Mario Squizzato, il padre di Luca, è stato, tra le altre cose, l’ex editore dell’emittente televisiva Rete 55. Il figlio non ha seguito quella strada. Sarebbe stato forse più semplice, ma di strada ha tracciato la sua. Come giardiniere e imprenditore del verde: senza aiuti, soltanto con il proprio lavoro. Con la fatica della potatura giusta che salva un albero importante. Con l’amore per la terra, quello per la montagna che è la cosa più vicino al cielo che c’è. Con la devozione per la sua famiglia. Con la serenità delle persone compiute sino in fondo. «Rammarica la perdita di qualcuno che senti non aver compiuto se stesso sino in fondo – spiega Roberto Ragusa, amico di Squizzato – Non è il caso di Luca. Con il suo modo di essere, con il suo esempio, lascia una monumentale eredità alle sue figlie».