«Ognuno ha il suo spazio Ma quelli là sono cattivi»

«Ognuno ha il suo spazio
Ma quelli là sono cattivi»

Nella cornice di deterioramento che si stringe intorno al brandello di terra tra via Bizzozero e via Spinelli, piazza Repubblica sembra precipitata in una spirale di degrado sempre più difficile da tollerare.

Ormai questa parte di città è diventata una periferia. A tutte le ore del giorno e della notte dà la sensazione di essere “off limits”, in mano a extracomunitari e a italiani spesso senza fissa dimora, dediti al bivacco e ad attività illecite. Urla, schiamazzi, litigi sono ormai diventati quotidianità.

La mattina dopo l’ennesimo litigio violento tra i soliti ignoti del comparto – due africani che se le sono suonate di santa ragione di fronte a una platea di spettatori che non ha battuto ciglio – la piazza appare tranquilla.

I gradoni che fanno da contorno non sono occupati.

Cocci di vetro abbandonati

Percorrendo il perimetro della piazza, l’unico segno di una precedente “presenza” è riscontrabile nei cocci di vetro che sono abbandonati a terra.

Piano, piano, con l’avvicendamento della pausa pranzo, ecco fare capolino i primi frequentatori. Arrivano scaglionati e ognuno occupa il suo spazio.

Si dividono per etnie. I primi ad arrivare sono un gruppo di pachistani che occupano i gradoni sul lato opposto all’ingresso, che fanno angolo con il muretto che sovrasta la scalinata che conduce a una porta di sicurezza del multipiano.

Il gruppo é composto da quattro soggetti con un’età compresa tra i 35 e i 45 anni. Gli uomini arrivano, si siedono e iniziano a parlare tra di loro in arabo, sorseggiando una lattina di birra. Poco dopo, ecco arrivare un gruppetto di ivoriani. I ragazzi si siedono sui gradoni che si affacciano all’ingresso del centro commerciale Le Corti. Hanno tra i 25 e i 34 anni. Con loro delle bottiglie da 66 centilitri di birra. Si siedono e scrutano il vuoto. Indossano vestiti puliti e ordinati. Quando chiediamo loro cosa fosse successo il giorno prima e il motivo dei tafferugli avvenuti tra due soggetti africani, gli ivoriani prendono subito le distanze dall’accaduto. «Non ne sappiamo nulla, abbiamo visto che si picchiavano, ma noi non abbiamo nulla a che fare con loro – spiegano – Li conosciamo di vista perché li vediamo qui in piazza».

Due di questi ragazzi lavorano: uno fa il parrucchiere, l’altro fa il baby sitter ai figli del fratello durante la giornata. «Noi veniamo qui in piazza nel tardo pomeriggio, dopo il lavoro, e nel weekend per divertirci e ritrovarci. Siamo gente tranquilla. I problemi ci sono sempre con i nigeriani».

I nigeriani sono i dirimpettai di gradinata degli ivoriani: fanno gruppo sui grado i che si affacciano su via Spinelli. «Loro si mettono seduti di là per fare le loro cose. Spacciano, questo lo sappiamo, e sono persone pericolose: sono violenti, anche nel loro Paese. Meglio stargli lontano».

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