Omicidio Amalfi, si andrà al Riesame: «Nessuna pietà, giustizia per Stefania»

Dopo l’arresto - Il legale di Argenziano insiste sull’inabilità. La famiglia della vittima: «È perfettamente capace»

– Arresto di : pronto il ricorso al Riesame. , legale del quarantenne arrestato martedì con l’accusa di aver ucciso un anno fa la moglie , 28 anni, per incassare la polizza sulla vita della consorte, depositerà oggi il ricorso con richiesta di immediata scarcerazione del proprio assistito attualmente detenuto nel carcere dei Miogni. Amirante insiste sul punto dell’inabilità di Argenziano, incapace, secondo lui, di sostenere l’interrogatorio di garanzia davanti al gip dove si è avvalso della facoltà di non rispondere. «Argenziano è stato interdetto sino al 2006 – spiega Amirante – quindi è stato dichiarato incapace, che è soltanto un’attenuazione del provvedimento. Di fatto è incapace e invalido civile al 100%». Argenziano è affetto da schizofrenia che, tra le altre cose, comporterebbe anche una profonda disorganizzazione nei rapporti sociali. «Lo dice l’Inps – aggiunge Amirante – non io». Sul punto insistono anche i familiari di Stefania. «L’arresto di Argenziano – spiega , sorella della ventottenne, che ieri è stata ospite a La vita in diretta insieme ad altri familiari – non ci

restituisce Stefania ma è un primo passo perché il nostro angelo abbia finalmente giustizia». Salvatrice aggiunge: «Ringraziamo i nostri legali, polizia di Stato e il pubblico ministero per l’ottimo lavoro svolto. Un’indagine complessa che si è conclusa con l’arresto di quell’uomo». I familiari della Amalfi furono da sempre contrari al rapporto della giovane con Argenziano e si opposero al matrimonio. Sempre le sorelle, un mese dopo la morte di Stefania, intervennero alla trasmissione “Chi l’ha visto?” sostenendo che Stefania non si era suicidata (per l’inquirenti fu Argenziano a cercare di inscenare il suicidio della moglie per coprirne l’omicidio) ma che era stata assassinata e chiamando in causa il marito già indagato a piede libero dalla Procura. «Che non si parli oggi di incapacità – dice Salvatrice – Quell’uomo è perfettamente capace di intendere e di volere. Non dovrà essere una perizia psichiatrica a privarci della giustizia per la nostra Stefania. Fermarlo significa tra l’altro evitare che altre donne possano essere soggiogate da lui. E questo dà un significato alla morte di Stefania».