VARESE – Ergastolo e isolamento diurno per due mesi. È la condanna pronunciata venerdì 25 settembre dalla Corte d’Assise di Varese nei confronti di Marco Manfrinati, giudicato responsabile dell’omicidio di Fabio Limido e del tentato omicidio di Lavinia Limido.
La sentenza di primo grado conclude il processo per i fatti avvenuti il 6 maggio 2024 in via Ciro Menotti, nel quartiere varesino di Casbeno. Manfrinati non era presente in aula al momento del verdetto.
Le aggravanti riconosciute
I giudici hanno riconosciuto la premeditazione esclusivamente per il tentato omicidio di Lavinia Limido, escludendola invece in relazione all’uccisione di Fabio Limido.
Per entrambi i reati è stata accolta l’aggravante connessa agli atti persecutori. Non sono state invece riconosciute quelle della crudeltà e della minorata difesa.
La Corte ha inoltre disposto in favore delle parti civili risarcimenti complessivi superiori ai due milioni di euro.
La difesa annuncia appello
Dopo la lettura del dispositivo, l’avvocato Elio Giannangeli, difensore di Manfrinati, ha annunciato l’intenzione di impugnare la sentenza davanti alla Corte d’Assise d’Appello.
Nelle repliche conclusive il legale era tornato sulla richiesta delle attenuanti generiche e sull’esclusione della premeditazione. La pubblica accusa, rappresentata dalla pm Claudia Maria Contini, aveva invece insistito sulla sussistenza delle aggravanti dello stalking e della premeditazione. Alle conclusioni dell’accusa si era associato l’avvocato Fabio Ambrosetti, che rappresenta la famiglia costituita parte civile.
Il prossimo 14 ottobre è inoltre attesa la decisione della Cassazione nel procedimento separato riguardante gli atti persecutori.
Il commento del procuratore
Il procuratore della Repubblica di Varese, Antonio Gustapane, ha espresso apprezzamento per il verdetto, definendolo proporzionato alla gravità dei fatti contestati e riconoscendo il lavoro svolto dalla sostituta procuratrice Contini.
Con l’annunciato ricorso della difesa, la vicenda giudiziaria proseguirà ora nel processo di secondo grado.













