Milano, 29 gen. (Apcom) – Chiara Poggi sarebbe morta tra le 10,30 e le 12 del 13 agosto 2007, in un intervallo temporale centrato in particolare tra le 11 e le 11,30. E’ quanto emerge dalla controperizia del dottor Marco Ballardini, medico legale dell’Università di Pavia, che eseguì l’autopsia sul corpo della ragazza uccisa a Garlasco. I contenuti della perizia di Ballardini, depositata a settembre
in procura a Vigevano con l’avviso di chiusura delle indagini, non sono nuovi perchè erano già noti in parte, e supportano la tesi della procura stessa: smentiscono invece la perizia dei legali di Alberto Stasi, fidanzato della vittima e unico indagato per l’omicidio, che collocava l’orario della morte tra le 9 e le 10 del mattino, ora in cui Stasi può provare di avere un alibi.
La perizia del dottor Ballardini è “assolutamente attendibile”
secondo l’avvocato della famiglia Poggi Gianluigi Tizzoni: si
basa, come spiega il legale, “su tre dati oggettivi”. Il primo è
il peso della ragazza, che era di 52-54 chili, come ricordato
anche dalla mamma, e non di 60 come sostenuto dalla difesa di
Stasi. Il secondo riguarda la temperatura: i consulenti della
difesa fanno riferimento a quella misurata all’esterno, mentre
“va misurata quella dentro l’abitazione, in uno scantinato, che è
di due o tre gradi più bassa”. Infine c’è la testimonianza del
medico intervenuto sul luogo dell’omicidio, che ha visto per
primo il corpo di Chiara: al momento del suo intervento, intorno
alle due del pomeriggio, non era ancora sopraggiunto il rigor
mortis, quindi non dovevano essere trascorse più di 2-4 ore dalla
morte.
Mon
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