BUSTO ARSIZIO – Assoluzione per Ariane Pereira Bezerra da Silva: è la richiesta presentata giovedì 5 novembre dal suo avvocato, Gianluca Crusco, davanti alla Corte d’Assise. La donna è imputata per l’omicidio premeditato di Fabio Ravasio, compagno della madre, investito il 9 agosto 2024. Secondo l’accusa, l’agguato sarebbe stato organizzato per simulare l’incidente provocato da un automobilista in fuga.
Nella sua arringa, Crusco ha contestato diversi elementi della ricostruzione della Procura, definendoli «supposizioni investigative». Ha messo in dubbio che i tabulati confermino la presunta triangolazione di chiamate tra l’imputata, il compagno e la madre dopo l’investimento. Ha inoltre contestato l’attendibilità di Massimo Ferretti e sostenuto che i messaggi scambiati da Ariane con Mohammed Dahibi non dimostrino la ricerca di un sicario.
La difesa ha anche richiamato l’assenza, secondo le testimonianze, di reazioni dei presenti alla frase attribuita alla donna sulla possibilità di cercare un killer tra «gli zingari di Magenta». Quanto ad Adilma Pereira Carneiro, madre dell’imputata, Crusco ha osservato che dalle dichiarazioni non emergerebbero certezze su una sua reazione. Ha infine respinto l’interpretazione del silenzio dell’imputata, che ha scelto di non sottoporsi all’esame in aula: «È un suo diritto», ha detto. Nelle scorse settimane il pubblico ministero Ciro Caramore aveva chiesto l’ergastolo per Ariane.













