Renzo Cimberio è un uomo che ama Varese. Lo ha dimostrato con i fatti, da quando – nel 2007 – ha scelto di impegnarsi in prima persona come main sponsor biancorosso. Una presenza seria, affidabile, rassicurante. Resterà anche in futuro? Al momento non si sa: l’accordo di sponsorizzazione scade quest’anno e nulla è trapelato circa le intenzioni del Cavaliere.
Chi ama i colori biancorossi si augura che nella decisione del patron prevalgano le ragioni del cuore. «Perdere uno sponsor è un fatto negativo, perderne uno affidabile, puntuale e appassionato come Cimberio sarebbe ancora più grave» osserva l’allenatore Gianni Chiapparo, ex dirigente biancorosso e artefice dell’arrivo della famiglia Cimberio alla Pallacanestro Varese. «Non ho elementi per fare previsioni, ma mi auguro che il il Cavaliere abbia ancora voglia di continuare».
Magari in virtù di quell’amore per Varese che affonda le radici negli anni giovanili di Renzo Cimberio, «ai tempi – ricorda Chiapparo – dei suoi studi al De Filippi con monsignor Pigionatti e don Manzoni. Nello stesso istituto ha poi studiato anche suo figlio Roberto, che è stato mio allievo e con cui abbiamo vinto un titolo italiano studentesco a Cagliari. Insomma, il legame dei Cimberio con Varese è antico e profondo».
Un filo di amore che non si è mai spezzato, neanche quando i piemontesi Cimberio entrano nel basket sponsorizzando Borgomanero e poi Novara: «Sapevo che il feeling tra la famiglia Cimberio e le istituzioni novaresi non era dei migliori, così chiamai il figlio per informarmi e, tra una parola e l’altra, buttai lì la proposta: “Vi farebbe piacere sponsorizzare la Pallacanestro Varese?” – racconta Chiapparo – Nelle mie intenzioni pensavo alla possibilità che potessero diventare secondo sponsor (il primo era Whirlpool), ma dopo essersi consultati mi risposero: “Va bene se diventiamo main sponsor?”. Potete immaginare la mia reazione, ovvio che la cosa non potesse che farmi molto piacere».
Inizia così una storia di 7 anni fatti di continue e concrete dimostrazioni d’affetto per Varese: «Non conta che non sia varesino di nascita – sottolinea Chiapparo – Quanti imprenditori di Varese e provincia potrebbero dare una mano ma fanno finta di niente, o hanno sempre una scusa buona per non impegnarsi?».
Renzo Cimberio è un uomo di princìpi saldi e parole limpide. Pronto a difendere i valori in cui crede, anche a costo, com’è successo quest’anno, di confrontarsi a viso aperto con gli Arditi prima e con Frates poi. «Quando penso a Renzo Cimberio mi viene in mente una grande quercia, un albero solido, capace di farti ombra, di darti protezione, e con le radici ben piantate nel terreno – è l’immagine che usa Chiapparo – Una pianta sana, come sani sono i suoi valori, ben visibili nel supporto che garantisce a realtà come San Patrignano, l’Handicap Sport Varese, il Trofeo Garbosi e chissà quante ancora. È una grande persona, che ha fatto e sta facendo tanto per Varese».
E qui Chiapparo lancia una proposta: «Bisognerebbe chiedere al sindaco Fontana di farlo cittadino onorario – suggerisce il coach – Se lo merita per tutto quello che ha dato alla nostra città. Renzo Cimberio mi ricorda l’indimenticato presidente della Robur et Fides, Dante Trombetta: entrambi hanno creato aziende lavorando sodo, senza mai dimenticare i veri valori di una volta, che poi dovrebbero essere i valori di sempre».
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