Adesso è davvero fatta: Pietro Vavassori ha venduto la Pro Patria. In tarda serata è stato raggiunto e firmato l’accordo di cessione delle quote dall’ormai ex patron ai due gruppi capitanati da Fulvio Collovati (che acquisisce il 70% delle quote) e Patrizia Testa (il restante 30%).
La trattativa – che nei giorni scorsi ha vissuto di accelerazioni e battute d’arresto – si è sbloccata definitivamente quando Collovati ha garantito la fideiussione da 400 mila euro, indispensabile per iscriversi al campionato di Lega Pro. Fideiussione che sarà depositata oggi (insieme alla tassa di 50 mila euro) proprio nell’ultimo giorno utile per iscrivere la squadra. Ora si può dire con certezza: si apre una nuova era per la Pro Patria, l’era Collovati-Testa. Dall’Estremo Oriente, dove si trova per ragioni di lavoro, Pietro Vavassori ha confermato la notizia: accordo fatto e firmato, la società biancoblù passa di mano.
Da oggi, dunque, il nuovo azionista di maggioranza della Pro Patria è Fulvio Collovati. Il gruppo guidato dall’ex campione del mondo assume infatti il 70% delle quote societarie.
«Ma chi c’è dietro Collovati?» è la domanda che si sono posti molti tifosi biancoblù. Nessun mistero: Collovati è consulente e uomo immagine di Sport Plus 4 You, un team di professionisti attivo nel settore del marketing sportivo e della procura di calciatori (ma non solo: tra i tanti servizi offerti dalla società milanese figura anche la ricerca di sponsor). Collovati assumerà la responsabilità della gestione sportiva: sarà lui ad occuparsi del mercato e più in generale dell’area tecnica. E Patrizia Testa? L’immobiliarista bustocca – da sempre grande tifosa della Pro Patria –
entra in società con il 30%: probabilmente ricoprirà il ruolo di vicepresidente. Il nuovo presidente dovrebbe essere l’avvocato Emiliano Nitti, consigliere di amministrazione di Sport Plus 4 You. Fanno il loro ingresso in via Ca’ Bianca anche il commercialista legnanese Nazareno Tiburzi (fin dall’inizio membro del “gruppo Testa”) che si occuperà in prima persona di questioni economico-amministrative e, con molta probabilità, anche il vogherese Stefano Ragazzoni: l’ex procuratore e consulente di mercato del presidente del Torino Urbino Cairo, già d.s. di Sestrese, Derthona e Voghera, dovrebbe collaborare con Collovati nella gestione dell’area tecnica.
Già, ma l’area tecnica non è curata da Alessandro Merlin? Sì, ma Merlin e l’allenatore Paolo Tomasoni sono stati scelti personalmente da Pietro Vavassori, che nutre in loro la massima fiducia: nel corso delle trattative l’ex patron ha consigliato ai nuovi proprietari di andare avanti con questo staff tecnico. Sarà riuscito a convincerli?
La risposta arriverà prestissimo, ma la sensazione è che l’uscita di scena di Vavassori possa essere il prologo di un avvicendamento sia in panchina – con l’ex tecnico della SolbiaSommese Alessandro Oliva pronto a prendere il posto di Tomasoni – sia dietro la scrivania, dove Merlin verrebbe appunto esautorato per lasciare la responsabilità dell’area tecnica nelle mani di Collovati e Ragazzoni.
Certo è che la nuova proprietà – che emetterà a breve un comunicato ufficiale – si trova di fronte un compito impegnativo, visto che la squadra è praticamente tutta da costruire, e l’esordio dei tigrotti in Lega Pro è in programma per mercoledì 16 settembre sul difficile campo di Pavia, recupero della prima giornata. Salvo ulteriori (possibilissimi) rinvii, visto che fino al 20 settembre la società ha la facoltà di fare mercato.
Quel che è certo, comunque, è che oggi si chiude l’era Vavassori, iniziata nella stagione 2011-12, campionato concluso al settimo posto: ma senza i 13 punti di penalizzazione (poi ridotti a 11) ereditati dalla precedente gestione, i tigrotti di Cusatis sarebbero stati promossi. Promozione rinviata alla stagione successiva, quando i biancoblù di Firicano riconquistano la Prima Divisione di Lega Pro vincendo a Casale all’ultima giornata. Nonostante la vittoria del campionato, il 12 giugno 2013 Vavassori (deluso dai rapporti con la città, le istituzioni e una parte della tifoseria) annuncia di voler vendere il club, ma rimane al comando per mancanza di acquirenti pronti a garantire la fideiussione. I tigrotti chiudono la stagione al tredicesimo posto. Il resto è storia recente, con la retrocessione in Serie D al termine di una stagione macchiata dal caso calcioscommesse. Ma lo scorso 31 agosto la società biancoblù – riconosciuta estranea ai fattacci dell’inchiesta Dirty Soccer – viene riammessa in Lega Pro. Pietro Vavassori lascia, non prima di aver fatto il possibile per trovare una soluzione che permettesse alla Pro Patria di sopravvivere. E oggi inizia un nuovo capitolo della storia biancoblù.