Roma, 17 lug. (Apcom) – “Come era facile intuire il nome ‘Cesare’ non si riferisce affatto al Presidente Berlusconi”. Lo precisa il legale del premier e deputato Pdl Niccolò Ghedini, a proposito dell’inchiesta sulla cosiddetta ‘P3′.
“Dall’esame degli atti, così come riportato anche da alcuni quotidiani, in una intercettazione fra Carboni e Martino del 16.9.2009, un mercoledì, si legge testualmente – riferisce Ghedini – che Cesare è a Catania e rientra sabato. Si indica poi che possa rientrare venerdì sera e che non sarebbe andato al Congresso. Il Martino ipotizzava altresì di fare andare da lui il Cesare. Da tali indicazioni del tutto sconnesse dagli impegni del Presidente Berlusconi e da un controllo degli impegni dei suoi spostamenti tutti documentati, si è potuto acclarare – afferma il legale del premier – che pacificamente mai si è recato in Catania in quella settimana”.
“E’ quindi del tutto evidente che Cesare è da individuarsi in altro soggetto e ciò fa irrimediabilmente venir meno tutte le illazioni prospettate in questi giorni”, conclude Ghedini.
Red/Arc
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