VARESE Versare l’Imu solo ai Comuni. Se tutti i soldi dell’imposta municipale unica rimanessero sul territorio non ci sarebbe più bisogno dei trasferimenti statali. E’ questa in extremis l’ultima proposta che parte dei sindaci italiani e il nostro primo cittadino in testa, faranno a giorni al Governo Monti. Lo decideranno il 24 maggio, quando si ritroveranno a Venezia alla manifestazione organizzata dall’Anci, per «ascoltare tutte le proposte che verranno fatte dai colleghi – spiega<+nero> Attilio Fontana<+tondo> -, nel tentativo di trovare un sistema di contestazione fiscale che però non coinvolga i cittadini».
Non versare allo Stato il 50% dell’imposta dovuta, come inizialmente si era pensato di fare in segno di protesta, non è si infatti dimostrata una soluzione percorribile. Sarebbe sempre il cittadino a rimetterci, che verrebbe considerato alla stregua di un evasore. E comunque i soldi alla fine li dovrebbe versare.<+togli_rientro>
«Se invece il Governo ci concedesse di tenere tutti gli introiti Imu, riusciremmo a coprire i bilanci degli enti, senza bisogno di alcun trasferimento da parte – continua Fontana – Sin dal momento dell’introduzione della nuova imposta municipale unica, come presidente Anci Lombardia, ho sostenuto che fatta in questo modo non aveva senso. Se si deve inventare una nuova tassa, deve anche avere un significato».
E ce lo avrebbe avuto se fosse stata uno strumento di autofinanziamento dei comuni. «Abbiamo fatto una richiesta al Governo in questo senso, sei mesi fa – aggiunge – e ancora oggi non abbiamo ricevuto una risposta».
Ai sindaci in rivolta – in gran parte ma non solo della Lega – è toccato trovare un sistema concreto di contestazione fiscale. Che potrebbe essere quello di trattenere sul territorio tutto il valore dei versamenti Imu. Nel senso che il cittadino pagherebbe l’intera quota dovuta, stando nella legalità. Ecco nel dettaglio l’idea dei sindaci. Il modello F24 che 40 mila varesini dovranno compilare entro il 18 giugno è diviso in due parti. Una volta calcolata l’intera quota Imu da versare per le seconde case, è lo stesso cittadino che deve dividerla a metà e assegnare un codice diverso alle due cifre: uno che si riferisce alla parte che va al comune e uno a quella che va allo stato. Se «per errore» si scrivesse due volte il codice corrispondente al Comune, anche al posto di quello che corrisponde allo Stato, entrambe le quote finirebbero nelle casse dell’ente. L’intero importo Imu dovuto sarebbe quindi versato a Palazzo Etense.
«In questo modo i soldi non finirebbero nelle casse dello Stato, ma rimarrebbero sul territorio – sottolinea Fontana – Sarebbe la soluzione perfetta se solo poi potessimo mettere quelle entrate nel bilancio di previsione. Invece non lo possiamo fare. Sarebbe un segnale forte di protesta da parte dei cittadini, nei confronti di una tassa che così come concepita ora, non ha senso».
e.marletta
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