Bruxelles, 17 feb. (Apcom) – L’accordo concluso ieri tra il
governo del Pakistan e i leader della Valle di Swat, nel
nordovest del Paese, sulla possibile applicazione della Sharia –
la legge islamica – “è certamente fonte di preoccupazione” per la
Nato. Lo ha detto il portavoce dell’Alleanza atlantica, James
Appathurai, durante un briefing a Bruxelles.
“Dovremmo tutti essere preoccupati da una situazione in cui gli
estremisti potrebbero trovare un rifugio sicuro”, ha sottolineato
il portavoce, aggiungendo però che “nessuno dovrebbe dubitare la
determinazione a combattere il problema” del presidente pakistano
Asif Ali Zardari, “il quale – ha aggiunto Appathurai riferendosi
a Benazir Bhutto – ha perso sua moglie a causa di questi
estremisti”.
Il Pakistan rappresenta il canale di transito dell’80% delle forniture alle truppe Nato e Usa di stanza in Afghanistan. La situazione nella regione sarà al centro della riunione informale dei ministri della Difesa dell’Alleanza atlantica prevista a Cracovia giovedì, a cui sono stati invitati il ministro della Difesa di Kabul
Abdul Rahim Wardak, nonché il Rappresentante Ue per la politica estera, Javier Solana, e l’Inviato speciale Onu, Kai Eide. Appathurai ha indicato che la Nato vuole stringere i legami politici e militari con Islamabad, e sta pensando di aumentare i propri sforzi a favore dell’addestramento del Corpo di polizia afgano.
Al momento la Nato ha sul posto 49 squadre di 5-10 addestratori,
impegnate con l’esercito afgano. L’obiettivo attuale è di
arrivare a 60, ma la cifra potrebbe essere salire visto l’aumento
previsto delle truppe afgane. L’idea attuale è di aumentare gli
sforzi per permettere agli Usa di ‘trasferire’ i propri
addestratori dall’esercito alla polizia afgana. “E’ una decisione
che abbiamo già preso, ma non lo stiamo facendo abbastanza”, ha
spiegato Appathurai.
Alv
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