Preso “Nino il bello”, il latitante mafioso che in passato fu arrestato proprio a Busto Arsizio. Camicie Burberrys, pantaloni con la piega perfetta, scarpe lucide, sempre elegante anche quando prendeva i soldi che gli consegnavano costruttori, salumieri, pasticceri negozianti: è uno dei collettori delle tangenti del pizzo a Palermo Antonino Lauricella, 57 anni, detto “scintillone” perché riluceva di eleganza.
Anche se lui ha sempre negato il soprannome attribuendosi appunto quello di “Nino il bello” finito nella rete della polizia a Ballarò un boss definito «in ascesa» dagli inquirenti e uno degli ultimi due latitanti di Palermo ricercati, l’altro è Giovanni Motisi, scomparso dal ’98 che deve scontare l’ergastolo.
Cresciuto alla corte del boss Masino Spadaro e del capomafia Gerlando Alberti, Lauricella, è stato accusato di traffico di droga, omicidi, mafia, estorsioni. Ma per questi reati spesso è stato assolto. Il mafioso che aveva la sua base operativa nel quartiere arabo della Kalsa è stato condannato definitivamente l’ultima volta a sette anni e mezzo di carcere per estorsioni.
Lauricella è inserito a pieno tiolo nel gotha di cosa Nostra dopo gli arresti che hanno decimato i vecchi padrini anche per i rapporti di parentela che lo legano ad altri mafiosi come Pietro Senapa.
Nel ’97 fu arrestato a Busto Arsizio. A conferma dei legami stretti storicamente tra il Varesotto e la Sicilia, realtà accreditata anche nell’attualità, come dimostrano le recenti operazioni della polizia.
m.lualdi
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