Palio di Varese da record Bis di Calcinate degli Orrigoni

Palio di Varese da record Bis di Calcinate degli Orrigoni

VARESE Va a Calcinate degli Orrigoni il Palio città di Varese 2011. Una vera e propria schiacciasassi la compagine arancione che, a metà giornata, aveva già doppiato la seconda in classifica.Inutili i tentativi di risalita delle avversarie che hanno provato a impedire la mitica doppietta, arrivata dopo la vittoria dello 2010 e mai riuscita prima. Tifo da stadio per fantini e cavalli nella gara ippica finale, in un ippodromo gremito da oltre 2000 spettatori. «L’anno scorso hanno detto che abbiamo vinto per fortuna, quest’anno per bravura – sintetizza Marco Bonomi, alla guida della squadra “orrigonese” – Ci abbiamo messo molto impegno ed è venuta fuori l’anima del rione». A poco è servita la nuova regola che, per la prima volta, ha fatto sceglie il cavallo ai rappresentanti dei rioni che hanno basato la loro decisione sul numero dell’animale, sull’intuizione e sulla buona sorte.Un pieno di premi per Calcinate oltre alla corsa dei cavalli, in particolare per l’estro nella realizzazione del gazebo, ispirato ispirandosi all’antico lavatoio che si trovava fuori dalla chiesetta della Valle Luna dedicata a Sant’Ambrogio. «Il nostro è un rione molto unito una specie di grosso condominio – continua Bonomi – C’è molto

coinvolgimento e si sente ancora lo spirito di un rione formato da duecento famiglie. Ci impegniamo perché vogliamo fare qualcosa per la città». La medaglia d’argento del Palio è andata a Sant’Ambrogio e quella di bronzo a San Carlo. Moltissimi i varesini che per tutta la giornata, grazie al sole portato dal vento e al pranzo organizzato dai rioni, hanno visitato l’ippodromo per seguire i momenti conclusivi della manifestazione. Ad attirare i curiosi, oltre le gare, sono stati soprattutto i gazebo. Ogni stand, infatti, era legato a un pezzo di storia dei quartieri varesini o a una tipicità del rione. Biumo Inferiore ha proposto come cavallo di battaglia una mostra formato mignon di presepi, in collaborazione con l’associazione “amici del presepio”.San Fermo ha risposto con una tipicità del rione: gli apicoltori. Cartelli esplicativi, miele e api che, trovata un’arnia aperta, si sono accomodate nella nuova casa.San Carlo, dal canto suo, ha raccontato il 150° anniversario della parrocchia con una piccola mostra fotografica. Protagoniste le realtà del rione da quelle lavorative a quelle giovanili e religiose. Il poster dedicato a viale Borri, invece, recitava: «A noi piace così, perché è la nostra spina dorsale».Laura Botter

s.bartolini

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