MILANO – Un barbecue acceso nonostante il divieto avrebbe provocato un incendio nell’area boschiva del Parco del Ticino. Due giovani, identificati dai Carabinieri Forestali, sono stati denunciati e hanno ricevuto una sanzione amministrativa di 1.925 euro per la violazione del divieto di accensione di fuochi.
Sulla vicenda è intervenuto Manfredi Palmeri, consigliere regionale della Lombardia e capogruppo di Lombardia Migliore, federata con Noi Moderati. Secondo Palmeri, la multa rappresenta soltanto il primo provvedimento nei confronti dei presunti responsabili.
«La multa è solo l’inizio per colpire questa azione scellerata: occorre quantificare i danni ambientali e i costi dell’intervento, che ricadono per intero sui trasgressori», ha dichiarato il consigliere regionale.
Incendio nel Parco del Ticino, chiesto il risarcimento dei danni
Palmeri ha sottolineato che, se le risultanze delle indagini saranno confermate, gli autori dell’incendio non avranno soltanto causato danni rilevanti al bosco, ma avranno anche creato le condizioni per conseguenze potenzialmente devastanti, fortunatamente non verificatesi.
Il consigliere ha inoltre richiamato il particolare momento, segnato da tragiche notizie relative ad altri incendi avvenuti sul territorio nazionale.
«La sanzione amministrativa di 1.925 euro notificata ai trasgressori è solo il punto di partenza», ha aggiunto Palmeri, condividendo la posizione di chi considera la cifra troppo bassa perché non collegata al valore effettivo dei danni provocati.
Procedimento penale e quantificazione dei danni ambientali
Della vicenda si sta occupando la Procura di Pavia, che dovrà seguire l’iter del procedimento penale e valutare anche il livello di negligenza e superficialità dei presunti responsabili.
Secondo Palmeri, parallelamente all’azione penale dovrà essere avviata la quantificazione dei danni civili e ambientali ai fini del risarcimento. Il danno arrecato alla collettività comprenderebbe anche tutti i costi sostenuti per contenere l’incendio boschivo.
Tra le spese indicate figurano l’intervento dei Vigili del Fuoco, l’impiego dei mezzi di soccorso e le opere pluriennali necessarie per la bonifica e la ripiantumazione dell’area.
Palmeri ha ricordato anche quanto previsto dalla legge quadro nazionale sugli incendi boschivi, che impone vincoli temporali sulle aree percorse dal fuoco e pone gli oneri del ripristino a carico di chi ha causato il danno.
«Il barbecue in un’area protetta va sanzionato con fermezza»
Per il capogruppo di Lombardia Migliore, accendere un barbecue all’interno di un’area protetta durante un periodo di divieto non può essere considerato un semplice gesto di superficialità.
«È un comportamento che va sanzionato con fermezza anche per il suo valore deterrente», ha affermato Palmeri, approvando la decisione dei gestori del Parco del Ticino e delle Forze dell’Ordine di rafforzare gli appelli alla massima responsabilità e al rispetto delle norme poste a tutela dell’ambiente.
«È fondamentale che si sappia a che cosa va incontro chi, per colpa o a maggior ragione per dolo, non rispetta il nostro patrimonio boschivo», ha concluso il consigliere regionale













