Partono i controlli antibivacco. Ma la maggioranza si divide

Da oggi la polizia locale aumenterà i pattugliamenti. Gregori critica il provvedimento

Oggi la polizia locale di Varese inizierà, nelle zone critiche di Varese, i controlli finalizzati a far rispettare l’ordinanza antibivacco che vieta di bivaccare, sedersi, sdraiarsi e fermarsi per consumare alimenti e bevande nelle zone intorno a piazza Repubblica, via Como e delle aree limitrofe alle stazioni di Varese (non all’interno, spazio che è competenza della polizia ferroviaria). Ma non tutti, nella maggioranza, hanno accolto con favore questo provvedimento. Il consigliere comunale Mauro Gregori, lista Davide Galimberti, seppur sempre attento al degrado cittadino, ritiene il provvedimento «proibizionista e inaccettabile».

L’ordinanza – che scadrà il 28 febbraio, ma che prevede possibilità di proroga qualora permangono le condizioni che lo hanno reso necessario – è stata firmata prima di Natale dal sindaco di Varese Davide Galimberti. In particolare, si applica in piazza Repubblica, via Bizzozero, via Dazio Vecchio, via Spinelli, via San Michele, via Manzoni, via Magenta. E anche in via Como, via Milano, via Rainoldi, via Morosini, via Luini, Piazza XX settembre, via Orrigoni, piazzale Trieste, piazzale Kennedy, piazza Trento via Casula e nelle aree limitrofe.

La violazione dell’ordinanza comporta una sanzione da 25 a 500 euro e l’obbligo di ripristinare il decoro dell’area, rimovendo nel caso anche occupazioni abusive di materassi e cartoni (nel caso di rifiuto, al trasgressore si applica una seconda sanzione compresa tra 25 e 500 euro). Per i primi quindici giorni, però, le forze dell’ordine si limiteranno a informare dell’introduzione dell’ordinanza, senza dare le multe.

Come mai Gregori non è favorevole?
«Sono contrario all’ordinanza antibivacco perché, in primis, è limitata ad alcune zone ben circoscritte con la motivazione che chi bivacca sporca la città – spiega Gregori – In realtà basterebbe posizionare dei contenitori per il vetro e la plastica laddove necessari, come per esempio in piazza Repubblica. Se invece si devono reprimere i comportamenti illeciti, come lo spaccio e i comportamenti molesti, non è di sicuro una simile ordinanza che può essere efficace. Vigili urbani, polizia carabinieri, finanza, coordinati magari con associazioni di volontari come i City Angels o gli Angeli Urbani, potrebbero svolgere attività di prevenzione e da deterrente». E, ancora: «spostare il degrado in altre zone non è certo la soluzione.

Tutti noi abbiamo diritto di ritrovarci in un luogo che preferiamo – continua Gregori – Un’ordinanza che vieta di ritrovarsi a chi è senza fissa dimora, profugo, con la pelle scura, è ingiusta, proibizionista e inaccettabile. Ho segnalato al sindaco la mia totale contrarietà al provvedimento, il quale tra l’altro è limitato nel tempo e senza una reale applicabilità visto che è difficilissimo stabilire cosa sia in realtà un bivacco. Non sono mai favorevole alla limitazione delle libertà individuali, nato spesso solo per accontentare coloro i quali vogliono chiudere gli occhi, non sapere che esistono i diseredati».