Varese Povero parco Zanzi. Sacchi pieni di immondizia ammonticchiati un po’ ovunque, anche vicino al sentiero che attraversa l’area verde, davanti allo sguardo incredulo dei passanti. Alcuni sacchi erano stati aperti da qualche animale in cerca di cibo e il contenuto era sparso al suolo. Pattumiere provvisorie erano attaccate agli alberi. Sotto i tavoli di marmo c’erano bottiglie di vino vuote e rifiuti di ogni tipo, probabilmente abbandonate da qualche incivile. Incredibile a dirsi, qualcuno ha scambiato alcune aree del parco per una latrina, così come confermato dalla carta igienica depositata vicino agli escrementi. Poi ci si è messo di mezzo anche il vento che ha contribuito a sparpagliare tutto ovunque, portando in giro pacchetti di patatine, tovaglioli accartocciati, bottigliette e piatti di plastica, vaschette di cibo, lattine di birra, pacchetti di biscotti. Tutto questo fino a giovedì quando, alle 13, sono state scattate le foto qui pubblicate. L’impresa di pulizia si reca al parco Zanzi ogni lunedì per raccogliere i rifiuti del week-nd e ogni venerdì in preparazione del grande afflusso festivo. Negli stessi giorni i cassonetti vengono svuotati dall’Aspem. L’impresa di pulizia ha lavorato anche il lunedì dell’Angelo, al mattino. Di conseguenza, il parco è rimasto sporco dalla sera di Pasquetta a ieri, quando è finalmente tornato pulito. «Tale sporcizia è verosimilmente dovuta anche al carico antropico portato dal Luna Park, ma ci vorrebbe anche meno maleducazione» spiega Pietro Cardani, dottore forestale del comune di Varese che ieri, alle 16,
ha effettuato un sopralluogo e ha riscontrato tutto nella norma. «Lasciare a terra i rifiuti e gli escrementi è mancanza di rispetto nei confronti dei manutentori del verde in quanto, oltre a danneggiarsi i macchinari che impattano su bottiglie e lattina, insudiciano gli operatori con sostanze maleodoranti. Chiedo quindi a tutti un comportamento più dignitoso». «Per fortuna il tempo a Pasquetta non è stato dei migliori» commenta Rossella Bertolazzi che lavora al chiosco del parco. «Il divieto di fare il barbecue ci ha portato via i clienti, ma se nei sacchi ci fossero stati anche i resti di carne chissà che odore di putrefazione ci sarebbe stato nell’aria». Dal 2003 fino a due anni fa, prima che l’incarico fosse affidato a un’impresa, erano i proprietari del chiosco a tenere in ordine il parco. «Gli operatori rispettano il loro orario di lavoro» continua Bertolazzi. «Noi, essendo sempre qui, potevamo invece andare avanti a pulire fino a quando il parco non tornava in ordine. A Pasquetta, per esempio, nel tardo pomeriggio, passavamo a distribuire i sacchi per raccogliere l’immondizia. Iniziavamo a lavorare già quando le prime famiglie andavano via. Durante il giorno successivo curavamo i dettagli: tiravamo su anche le cartacce e pulivamo tra i rami dei cespugli. Insomma, ci sentivamo un po’ i custodi del giardino». Dal 3 maggio si cambia ancora: la pulizia degli otto parchi di Varese sarà curata da Aspem che lavorerà in sinergia con il Comune. Adriana Morlacchi
f.artina
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