Nuova legge elettorale, nuovi collegi. Con l’Italicum lanciato da , rivoluzione in vista per la geografia elettorale della provincia di Varese: rimarrà un solo collegio interamente “nostro”, con il rischio di ridurre i futuri spazi in Parlamento.
Duro il commento del leghista : «Un pasticcio. Si sta facendo tutto in fretta e furia, e male, per accontentare Renzi».
Secondo le tabelle presentate ieri in Parlamento con la ripartizione territoriale dei nuovi collegi elettorali, quelli previsti dall’Italicum con le liste brevi bloccate, per la provincia di Varese si prospetta una piccola rivoluzione delle abitudini elettorali.
I sette collegi elettorali della Camera dei Deputati del “Mattarellum” verrebbero ricombinati in modi anche sorprendenti. L’unico collegio interamente in provincia di Varese rimarrebbe quello del capoluogo, abbinato a Luino e Sesto Calende.
Gallarate e Tradate dovrebbero invece agganciarsi al collegio di Olgiate Comasco, Busto Arsizio verrebbe accorpato a due collegi dell’Altomilanese (Legnano e Busto Garolfo), infine Saronno finirebbe in un acrobatico collegio a cavallo tra tre province, insieme a Cantù e Limbiate. Il rischio di questo smembramento è di dover perdere eletti (oggi ne abbiamo dieci, esattamente come ai tempi del Mattarellum con i collegi maggioritari) a scapito delle altre realtà extraprovinciali, visto che solo il collegio di Varese sarà davvero “varesotto”, potenziale feudo leghista, più ancora di quello tra Gallarate, Tradate e il Comasco, collegio orizzontale che è anche l’ipotesi che convince meno per eterogeneità.
«Sembra tracciato con la riga come gli stati americani ai tempi della conquista del West – fa notare il senatore leghista ed ex sindaco di Tradate- non avrebbe alcun senso, si mettono insieme territori che tra di loro non hanno alcun rapporto».
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