Patrocinio al Gay Pride, il Consiglio provinciale si divide ancora. Magrini rinvia la decisione

Dibattito acceso a Villa Recalcati tra favorevoli e contrari. Il presidente della Provincia si riserva di decidere sulla richiesta per la manifestazione del 20 giugno

Torna in Consiglio provinciale il confronto sulla concessione del patrocinio al Gay Pride in programma sabato 20 giugno. Un tema che negli ultimi anni ha più volte acceso il dibattito politico a Provincia di Varese e che anche questa volta ha visto emergere posizioni profondamente diverse tra i consiglieri.

A chiedere la discussione in aula è stato lo stesso presidente della Provincia, Marco Magrini, che in passato aveva respinto analoga richiesta. Nel suo intervento ha ricordato come l’ente provinciale abbia già concesso il patrocinio e messo a disposizione una sala per un precedente evento organizzato da Arcigay, sottolineando la volontà della Provincia di affrontare questi temi nelle sedi istituzionali.

Passera: «Negare il patrocinio sarebbe un messaggio sbagliato»

A favore della concessione si è espresso il consigliere Fabio Passera, intervenuto a nome dei Civici Democratici con una dichiarazione formale richiesta agli atti.

Passera ha richiamato il ruolo della Provincia nella promozione delle pari opportunità e nel contrasto alle discriminazioni, evidenziando come il patrocinio rappresenti un riconoscimento istituzionale e non un’adesione ideologica alla manifestazione.

«Negare il patrocinio significherebbe prendere pubblicamente le distanze da questi temi», ha affermato, aggiungendo che la propria posizione nasce anche dalla convinzione che fede cattolica e inclusione possano convivere senza contraddizioni.

Fratelli d’Italia: «Manifestazione legittima, ma senza patrocinio pubblico»

Di segno opposto l’intervento del consigliere di Fratelli d’Italia Marco Colombo, che ha precisato di non mettere in discussione il diritto degli organizzatori a promuovere il gay Pride, contestando però l’opportunità che un ente pubblico conceda il proprio patrocinio.

Colombo ha inoltre richiamato alcune recenti polemiche nazionali, tra cui l’esclusione del carro della comunità ebraica dal Pride di Roma, sostenendo che tali episodi pongano interrogativi sulla coerenza dei promotori rispetto ai principi di inclusione e non discriminazione rivendicati dalla manifestazione.

Vettori contrario, Agostini favorevole

Contrarietà al patrocinio è stata espressa anche dal consigliere Enrico Vettori, che ha motivato la propria posizione con considerazioni di carattere culturale e valoriale, richiamando una concezione della società fondata su principi comunitari tradizionali.

Di diverso avviso la consigliera delegata alle Pari Opportunità Alessandra Agostini, che ha sottolineato il valore del confronto democratico e il significato simbolico del patrocinio.

«La politica è prima di tutto discussione», ha affermato, ricordando come la Provincia di Varese sia stata la prima amministrazione provinciale a ottenere la certificazione per la parità di genere. Secondo Agostini, concedere il patrocinio rappresenterebbe un segnale di attenzione verso cittadini e famiglie che chiedono maggiore riconoscimento e inclusione.

La decisione resta nelle mani del presidente

Al termine del confronto, il presidente Magrini non ha assunto una posizione definitiva, riservandosi di decidere nei prossimi giorni sulla richiesta di patrocinio.

Una scelta che arriva al termine di un dibattito che, ancora una volta, ha evidenziato sensibilità differenti all’interno dell’assemblea provinciale su uno dei temi più divisivi del panorama politico e culturale contemporaneo.