Patto Liuc-Harvard per la competitività Saremo la Silicon Valley della ripresa

Presentato ieri l’Institute for Enterpreneurship and Competitiveness di Castellanza. Centro di ricerca e punto di riferimento per le aziende: «Qui iniziative concrete»

– «Vogliamo fare di Varese la competitiveness valley d’Italia» ha dichiarato ieri Giovanni Brugnoli, presidente dell’Unione Industriali varesina, presentando nella sede varesina dell’associazione, l’Institute for Enterpreneurship and Competitiveness dell’Università Carlo Catteneo, sostenuto dalla stessa Univa.Si tratta del primo cento di ricerca italiano sui temi della competitività affiliato all’Harvard Business School.«Attraverso questo importante centro di ricerca – ha spiegato Brugnoli – vogliamo affermare ciò che storicamente è ben chiaro non

solo in Italia ma al resto del mondo: siamo il territorio del saper fare impresa e vogliamo mettere sotto i riflettori l’intera nostra vocazione manifatturiera». Una nuovo strumento di vicinanza al mondo imprenditoriale, ha aggiunto il presidente di Univa. «Un aiuto al loro sostegno strategico: vogliamo dare agli imprenditori una visione del mondo a 360 gradi e strumenti per poter cambiare la loro strategia per restare al passo coi cambiamenti».

Come lavorare con i fornitori, che relazioni avere coi clienti, come posizionare i loro prodotti, quali mercati approcciare: «Non vogliamo solo fare da motore di sviluppo della dimensione tecnologica del nuovo modo di fare impresa, ma sostegno di nuova e tradizionale imprenditorialità in ogni suo aspetto».
Attraverso l’Institute le imprese potranno anche accedere ai finanziamenti internazionali di difficile approccio singolarmente.
Univa e Liuc da tempo lavorano allo sviluppo di progetti che concretamente possano aiutare le imprese a migliorare la loro competitività: già Smart Up, il laboratorio di fabbricazione digitale, è a disposizione delle imprese del territorio per aiutarle sul lato dei nuovi sistemi di produzione digitale.
«Ed ora – ha aggiunto Michele Graglia, presidente di Liuc – attraverso l’Institute entriamo a far parte di un network di grande prestigio in tutto il mondo: quando si parla di aprirsi, quando si dice alle imprese di intraprendere percorsi internazionali, è anche a queste cose che bisogna far riferimento».
Attraverso questo nuovo Istituto «vogliamo mettere a disposizione delle nostre imprese tutte le opportunità che possono nascere dalla collaborazione con i principali centri di studio del mondo: iniziative concrete, che favoriscono la nascita start-up e capaci di mettere in contatto realtà e tessuti imprenditoriali diversi, con nuove opportunità di innovazione».
L’affiliazione all’Harvard Business School permette infatti all’Institute della Liuc di far parte del Microeconomics of Competitiveness (Moc) Affiliate Network, che conta nel mondo 110 scuole di 63 diversi Paesi.

«Essere partner dell’istituto diretto dal professor Porter ci consente di essere inseriti in un network internazionale che rappresenta un riferimento primario in ambito accademico, istituzionale e imprenditoriale sulle tematiche della competitività d’impresa, dell’imprenditorialità e della strategia aziendale» ha spiegato il professor Fernando Alberti, Direttore dell’Institute. «Ma obiettivo primario di questo strumento è quello di diventare un riferimento primario e concreto per tutte le imprese», ha sottolineato Alberti, andando ad annullare la distanza tra mondo accademico e mondo imprenditoriale.
«Da un lato, offriamo sostegno alle pmi ma anche alle grandi aziende su definizione e ridefinizione dei modelli di business e riposizionamento strategico e competitivo, ma anche su internazionalizzazione dei mercati e della produzione, lancio di nuove aree di business, analisi di mercato e della concorrenza e fusioni e aggregazioni tra imprese».
«Vogliamo mettere a disposizione del territorio tutte l’esperienza della nostra faculty internazionale composta da accademici, imprenditori, consulenti e policy makers».