(s. ba.) Tensione, paura, un cazzotto in faccia e un referto medico che parla chiaro: trauma contusivo con sublussazione del setto nasale. Paola Mattavelli, varesina di 36 anni, se l’è vista brutta l’ultimo giorno dell’anno quando – al Cairo – è stata colpita al volto da un poliziotto egiziano mentre prendeva parte a una manifestazione pacifista organizzata dalle delegazioni dei 42 paesi aderenti alla «Gaza Freedom march» nella piazza del museo egizio. Paola è una dei dodici varesini partiti nei giorni scorsi alla
volta dell’Egitto per raggiungere, da lì, la Striscia di Gaza e riportare sotto i riflettori il dramma del popolo palestinese a un anno esatto dall’attacco israeliano. Una missione, sostanziata anche in aiuti materiali, che avrebbe dovuto concretizzarsi giovedì con la marcia e che, di fatto, s’è fermata alla frontiera egiziana, dalla quale i pacifisti non sono mai stati fatti passare (con la sola eccezione di un piccolo gruppo di americani, con i quali il Cairo ha raggiunto un accorto non condiviso dalle delegazioni italiane).
e.marletta
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