Roma, 23 set. (Apcom) – Alla fine la conta, come previsto, premia il segretario Pier Luigi Bersani e sancisce di fatto una riorganizzazione interna al Pd, ma allo scontro annunciato viene alla fine messa la sordina: parte della minoranza – Franceschini, Marini, Fassino – votano la relazione del segretario, mentre veltroniani e fioroniani scelgono di astenersi, così come fanno quelli dell’area Marino, sia pure con proprie motivazioni. Che i rapporti di forza in
direzione fossero a favore del segretario era cosa nota, l’organismo è stato costruito dopo il congresso, e proprio per questo il vertice del partito ha scelto la conta. Ma se ieri dall’area veltroniana arrivavano messaggi bellicosi (“Sta a Bersani decidere se avviare un confronto o chiudere”), oggi la musica è cambiata e i veltroniani, subito dopo la relazione di Bersani, si sono sforzati di sottolineare le ‘aperture’ del segretario, per la verità assai poco evidenti.
Il dato della giornata, alla fine, è l’allargamento di fatto della maggioranza bersaniana e la certificazione del fatto che il ruolo di guida della minoranza passa in mano a Veltroni, che però dopo le polemiche dei giorni scorsi sceglie il low-profile.
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Red/Adm
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