Roma, 29 nov. (Apcom) – Il Pd riapre il dibattito interno, l’ipotesi di ‘rifondare’ il partito allargandolo anche a Nichi Vendola agita i democratici e provoca reazioni che non seguono la geografia delle correnti interne. L’uscita di Nicola Latorre, ma anche quella di Massimo D’Alema, animano il dibattito e non è solo la minoranza di Walter Veltroni e Giuseppe Fioroni a farsi sentire: anche l’area
di Dario Franceschini, ormai molto vicina alla maggioranza, boccia l’ipotesi e, a microfoni spenti, l’irritazione si coglie anche in dirigenti vicini a Pier Luigi Bersani: anche l’intervista di D’Alema, se non altro per i tempi, viene letta come “un colpo” al segretario. E Vasco Errani avverte: “Il nostro compito adesso è quello di pensare al rilancio del Paese e non ai problemi interni di questo o quel partito”.
Giuseppe Fioroni, al Corriere della Sera, dice: “Vogliono far diventare il Pd un parito solo di sinistra. E magari cacciare noi cattolici”. Walter Verini afferma: “ci si divide tra chi pensa che il Pd debba allearsi con Vendola e Di Pietro e chi, invece, ritiene che il nostro futuro sia nell’alleanza con l’Udc”. Invece, bisognerebbe ritornare alla “vocazione maggioritaria”. Vendola, d’altro canto, rilancia: più che fare il cofondatore di un nuovo Pd, meglio partecipare alla nascita di un “nuovo centrosinistra”.
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Adm
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