Roma, 11 ott. (Apcom) – Dopo le critiche di Silvio Berlusconi al Pdl, il partito deve evitare una “contesa sotterranea” sui nuovi organigrammi, ma riorganizzarsi su base territoriale partendo dal tesseramento e con l’elezione di nuovi coordinatori comunali e provinciali, per passare poi a quelli regionali. Un lavoro da fare tenendo in equilibrio le varie anime del partito, tra ex Forza Italia ed ex An. E’ la ‘road map’ che traccia Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera.
Nella stessa nota Cicchitto risponde anche alle letture “strumentali” che arrivano dagli “amici finiani” e anche da “altri osservatori”. Che per il presidente dei deputati Pdl, “non possono cambiare le carte in tavola, fornendo versioni mistificate di quello che ha detto Berlusconi e anche di quello che è avvenuto nella realtà”. Ovvero che “il governo ha funzionato di più, il Pdl di meno per una ragione di fondo e cioè perchè il partito è stato l’epicentro della crisi politica del centrodestra con la conseguente formazione di un gruppo parlamentare autonomo organizzato da Fini e dai suoi amici”.
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