Depositato l’avviso di chiusura delle indagini in merito all’accusa di peculato che vede indagato Nino Caianiello, presidente di Amsc e noto esponente forzista gallaratese. Venti giorni dopo la notifica dell’avviso in questione scatterà automaticamente la richiesta di rinvio a giudizio: Caianiello tornerà quindi davanti a un gup per la seconda volta in pochi mesi. Lo scorso 22 settembre, infatti, il presidente Amsc è stato rinviato a giudizio, con l’architetto Piermichele Miano, con l’accusa di concussione. A pochi giorni di distanza si apre quindi la via per una seconda richiesta del pm Roberto Pirro di portare l’indagato davanti a un collegio giudicante. L’accusa di peculato era arrivata
con avviso di garanzia il 20 luglio scorso: Caianiello, stando alla procura, avrebbe utilizzato il videotelefono pagato da Amsc (e quindi dalla collettività) per effettuare invece chiamate e video chiamate personali per un valore di circa 5mila euro. Cifra che, gioco forza, è andata ad incidere sui bilanci societari. In caso di condanna sarà provato che il presidente dell’ex municipalizzata gallaratese ha di fatto interferito con i conti della società da lui presieduta, nonostante le difese giunte in questi giorni da parte di politici gallaratesi concentrati nel salvaguardare l’operato di Caianiello in Amsc stessa e fermi nel sostenerne la candidatura alle elezioni regionali del prossimo marzo.
f.tonghini
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