«Basta giocare sulle spalle di famiglie e lavoratori». Questo è il grido di rabbia degli operai del cantiere di Lozza della tangenziale varesina di Pedemontana.
Ma anche quello del sindaco di Lozza, , in scadenza di mandato e che da cinque anni quotidianamente è alle prese con tutte le problematiche che, l’apertura del cantiere, sta comportando.
I lavoratori che operano nel Varesotto (circa 500 operai ai quali vanno aggiunti circa 400 tra impiegati e tecnici) si sentono perennemente a rischio e, anche se lo spauracchio della chiusura dei cantieri Varesotti e Comaschi di Pedemontana sembra essere scongiurato, la rabbia tra gli operai rimane.
«Sulle nostre teste pende, perennemente, una spada di Damocle – commentano – È come se camminassimo in bilico su un filo e, con una certa regolarità, ecco arrivare l’ombra di una interruzione dei lavori che per noi si traduce in possibili licenziamenti e mobilità». La notizia di una possibile chiusura del cantiere era stata comunicata da Pedemontana lunedì in tarda serata: «Non ci sono soldi per andare avanti». Poi, ieri, la comunicazione da parte dell’assessore regionale alle Infrastrutture, , che ha annunciato la scongiurata “sciagura” prevista per il 9 aprile. «Il Ministero delle Infrastrutture ha firmato il nulla osta per l’erogazione del contributo di 128 milioni di euro per i lavori già effettuati sul cantiere di Pedemontana».
Ora i soldi per proseguire l’opera ci sono: Del Tenno ha convocato nella giornata di domani il Collegio di vigilanza, per discutere della situazione con tutti gli attori coinvolti, sindaci compresi.
L’attesa liquidazione della quota di 128 milioni di euro da parte del Ministero permetterà alle banche di prorogare fino al 30 giugno il finanziamento ponte, fino a ieri mattina a rischio, di 200 milioni.
Ma l’auspicio di Fabbian è che, «essendo già iniziata la campagna elettorale per le europee e le amministrative, dietro questo annuncio non si celi un blitz politico. Non è giusto che cittadini e lavoratori debbano pagare perché qualcuno deve assicurarsi delle poltrone, interpretando il ruolo di “Salvatore” della Pedemontana».
Il sindaco, di Lozza afferma che da quando ha preso il via il suo mandato cinque anni fa, ogni giorno è stato necessario (e lo è ancora tutt’oggi) effettuare un sopralluogo per le problematiche sorte con l’apertura dal cantiere. «I cittadini hanno, e continuano a farlo, sopportato tanti disagi: dalle polveri al rumore, sino agli espropri. La conformazione della piana di Lozza è completamente cambiata».
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