– «Gentile Utente, le targhe attive per il suo contratto sono riportate di seguito […]. Per maggiori informazioni scriva all‘indirizzo [email protected] o contatti il nostro call center al numero 02.39.460.460 (con costi a carico dell‘utente). Distinti saluti, Pedemontana».
Questo la mail che migliaia di utenti varesini si sono ritrovati questa mattina nella casella di posta, arrivata a cavallo della notte tra giovedì 28 e venerdì 29 aprile.
La mail in sé non lascia trapelare particolari problemi, se non fosse che molte delle persone che l’hanno ricevuta avevano attivato il sistema di pagamento parecchi mesi or sono. Così, molti utenti hanno deciso di primo acchito di ignorare la mail.
Poi, però, in mattinata ne sono arrivate altre e alte ancora. Continuare a ignorare questo messaggio generato da Pedemontana è diventato quindi impossibile.
Una volta letto e riletto il contenuto della “missiva” elettronica, tantissime persone si sono attaccate al telefono cercando di aver spiegazioni dalla società che, nel tardo pomeriggio di ieri, ha deciso di inviare nuovamente una mail agli interessati: «Gentile Utente, scusandoci per l’erroneo invio della mail di attivazione del conto targa avvenuto nel corso della notte. Le chiediamo di non considerare in alcun modo il contenuto della stessa e le confermiamo che il suo Conto Targa è perfettamente attivo come da mail originariamente inviatale. Distinti saluti, Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A».
La società ha fatto poi sapere che si è trattato di un problema informatico. L’ennesimo. Per carità errare è umano, ma qui si tratta di un sistema informatico di ultima generazione. La tanto discussa Pedemontana è partita dall’inizio con il piede sbagliato.
Da subito tutti i principali sistemi previsti dal pedaggiamento free flow stanno riscontrando una montagna di problemi: riuscire a completare il pagamento occasionale può essere di fatto impossibile, credere di aver aperto un conto targa può rivelarsi un’illusione e la burocrazia da seguire è estremamente complessa al punto che la stessa Pedemontana è arrivata, nel dicembre scorso, a sconsigliare di utilizzare la posta.
E anche chi aveva sperato di salvarsi grazie al Telepass si è poi trovato nei meandri dell’autostrada del futuro. Qualche mese fa, inoltre, Pedemontana diffuse gli indirizzi di centinaia di utenti mettendoli “in copia” aperta ad un mail, senza cioè nasconderli.
Anche nel caso che ha creato scompiglio nella giornata di ieri, sono state generate mail errate all’interno delle quali sono contenuti dati sensibili: in ognuna delle mail inviate, infatti, viene indicato il numero del contratto stipulato dal cliente per il “conto targa” e le targhe coinvolte nel contratto. Ora, in questo caso si trattava di mail private, non condivise con altre centinaia di utenti: quello che però fa pensare è che quest’ultimo episodio mette nuovamente in luce una situazione emblematica di un sistema che continua a mostrare falle e criticità. La società, ieri, ha preferito affidarsi al “no comment”, probabilmente nella speranza che quanto accaduto possa essere facilmente dimenticato con l’inizio del week end.













