Pendolari e commerciantiarruolati per salvare la stazione

BUSTO ARSIZIO Pendolari e commercianti pronti a lanciare un movimento per strappare la stazione centrale al degrado: gli esercenti si stanno organizzando per coinvolgere i passeggeri dei treni in una serie di iniziative per riportare la stazione sul binario giusto.

Dei pur timidi segnali di miglioramento ci sono, e anche l’edificio deve seguire questa svolta virtuosa: «Sul versante della sicurezza, c’è da dire che la presenza delle forze dell’ordine è molto più costante che in passato – spiega Ivan Forestieri, titolare dell’edicola della stazione – e d’altra parte il Comune ha risistemato parte del piazzale e il monumento a Enrico Dell’Acqua. Perché, però, per la stazione nessuno fa niente? Siamo stufi del continuo rimpallo di responsabilità tra l’ente locale e l’azienda Fs». Aspettando, se mai vedrà la luce, il maxi progetto che prevede il recupero dell’area ex Hupac (si è parlato, a questo proposito, della costruzione di un albergo, oltre che dell’individuazione di un parcheggio per i pendolari), serve subito una serie di piccole migliorie. L’elenco è lungo: si parte dal ben noto disagio dei bagni sotto chiave per timore di atti vandalici per arrivare alle buche sul marciapiede esterno e sulle banchine dei binari, che complice il ghiaccio di queste settimane sono costate tanti capitomboli ai pendolari. Senza contare i graffiti sui muri, il livello di pulizia non ancora accettabile sebbene Fs abbia installato un paio di mesi fa cestini per i rifiuti, i fili degli impianti scoperti in più punti, talvolta ad altezza d’uomo.

Pecche inaccettabili nella prima stazione di una città di ottantamila abitanti, «tanto più – osserva Forestieri – che Busto è stata scelta come stazione di riferimento per l’Expo 2015, e che l’esperimento dello scorso dicembre, con il treno diretto per Rho Pero in occasione della fiera dell’artigianato, ha dato ottimi risultati in termini di risposta di pubblico». Urgono provvedimenti, perché la città delle due B non abbia ancora una volta a sfigurare al cospetto della vicina

Gallarate, dove la stazione è stata di recente rimessa a nuovo. Che fare, quindi? Gli esercenti si stanno mettendo insieme, contattando anche alcune figure particolarmente attive nel quartiere dei Santi Apostoli. La svolta potrebbe appunto arrivare con il sostegno dei pendolari, che darebbero manforte alla causa oltre a fare numero. Allo studio una serie di iniziative da cui partire, tra cui raccolta firme per chiedere l’apertura di un ufficio della Polfer tra le mura della stazione.Laura Campiglio

m.lualdi

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