Pensione "pesante"per 13 mila nonni

Pensione "pesante"per 13 mila nonni

VARESE In pochi lo sanno, ma 13 mila pensionati a basso reddito della provincia di Varese, a luglio riceveranno un regalo dallo Stato di 380 euro. Si tratta della cosiddetta “quattordicesima”, l’integrazione previdenziale una tantum decisa dal Governo Prodi per due anni. Misconosciuta, ma “benedetta” dai sindacati dei pensionati che, anzi, ne chiedono l’estensione anche alle fasce di reddito superiori.

«Altro che bonus fasulli, questo è un grande beneficio per i pensionati bisognosi, spesso penalizzati dai meccanismi contributivi – afferma Florindo Riatti, segretario provinciale Spi Cgil – Infatti riguarda soprattutto persone che hanno lavorato e pagato i contributi, ad esempio donne impiegate nel tessile con bassi stipendi, che ora percepiscono una pensione praticamente al pari di chi non ha mai lavorato».
Hanno diritto alla quattordicesima i pensionati che hanno versato contributi (escluse le prestazioni assistenziali) con almeno 64 anni e un reddito personale annuo fino a 8.640 euro. Sono esclusi i redditi con trattamenti di famiglia, indennità di accompagnamento, casa di abitazione, trattamenti di fine rapporto. «É il secondo anno di applicazione della norma, introdotta dal governo Prodi – dice Marino Pattini segretario provinciale Fnp Cisl – l’erogazione dell’Inps avviene automaticamente. I beneficiari dello scorso anno, si troveranno ancora il contributo nel mese di luglio». L’importo della quattordicesima varia in base all’anzianità contributiva, in media sarà di 380 euro in più sulla pensione. Il ministero del lavoro calcola che in Italia saranno 3,4 milioni i beneficiari, in provincia di Varese ne arriveranno più di 13mila.

«Il contributo è significativo, non tassato, ma soprattutto facile da ottenere – prosegue Riatti – viene erogato nella pensione, sulla base dei contributi accumulati e del reddito della persona, non quello familiare, che in molti altri bonus ha prodotto esclusioni. Cioè non costringere a tribolare tra procedure complesse e sistemi che non funzionano: in poche parole, è molto meglio dei 40 euro al mese

della social card di cui si è fatta tanta propaganda, ma l’hanno ricevuta solo 600 persone in provincia, con una serie innumerevole di problemi». «Non c’è dubbio che il sistema della quattordicesima funzioni molto meglio della social card – conferma Pattini – le cui difficoltà, tra chi si vergognava a ritirarla e chi si è trovato una scheda non caricata, le abbiamo toccate con mano».

Ma non c’è solo la social card, in favore dei pensionati bisognosi. Tra le misure messe a disposizione da enti nazionali o locali in questi mesi ci sono stati anche il bonus elettrico (con requisiti ristretti), i bonus regionali (poco conosciuti) e quelli comunali. Ma per i sindacati, lo strumento migliore resta quello della quattordicesima, su cui chiedono un’estensione. «Oggi l’integrazione riguarda solo i pensionati che prendono circa 650 euro al mese – dice Riatti – la nostra battaglia è che questo contributo sia esteso fino ai redditi di 1300 euro al mese, piuttosto che altri strumenti di elemosina inefficace». «In base all’accordo, questo sarebbe l’ultimo anno di applicazione della quattordicesima – spiega Pattini – chiediamo al Governo di farla diventare strutturale e confermarla anche l’anno prossimo, consolidandola, cioè elevandone i parametri».
Piero Orlando

s.bartolini

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