VARESE E’ una svolta nella vicenda che interessa la Quiete srl, la società del Gruppo Polita a cui fa riferimento l’omonima cinica di via Dante. La società è stata dichiarata fallita, accolta l’istanza presentata dalla procura, non ha avuto buon fine il salvataggio tentato in extremis dai Polita.
La sentenza è stata depositata sabato dal collegio giudicante composto da Massimo Papa (presidente), Nicola Cosentino (relatore) e Giuliano Agostino (giudice a latere). Il tribunale fallimentare ha dunque ritenuto fondati i dubbi avanzati dal sostituto procuratore Agostino Abate. Il Gruppo Polita, proprietario «La Quiete srl», ha prodotto un grande sforzo per salvare l’azienda. Ma evidentemente, le ultime garanzie (restava da riempire un buco di oltre tre milioni di euro) non sono state ritenute sufficientemente solide dal collegio.
Sandro Polita, numero uno del gruppo, non nasconde la propria delusione per il verdetto. Tuttavia, tiene a rimarcare che «quella che è stata dichiarata fallita è la vecchia Quiete, cioè la vecchia società della famiglia Riva, che ormai era sostanzialmente una scatola vuota. “La Quiete hospital” e l’istituto clinico continuano invece a funzionare perfettamente e non vengono minimamente toccati dagli ultimi fatti». «Il gruppo Polita ha comunque fatto tutto ciò che era
in suo potere fare perchè la vecchia Quiete potesse salvarsi (versando circa 10 milioni di euro, ndr) – continua l’imprenditore – e avevamo presentato adeguate garanzie perché ciò potesse avvenire. Purtroppo non è stato così, perché nella vicenda sono coinvolti personaggi troppo importanti». Quando però gli si chiede di esplicitare nomi, cognomi e circostanze, Polita si chiude a ricchio: «Ne sono successe di cotte e di crude. Permettetemi di non dire altro».
e.marletta
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