Perseguitava la moglieQuarantenne nei guai

GALLARATE Lunedì 11 maggio gli uomini del commissariato di Gallarate hanno eseguito un’ordinanza con la quale il giudice per le indagini preliminari di Busto Arsizio, Chiara Venturi, ha vietato ad un quarantenne residente a Gallarate di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla moglie, dai figli e da parenti della consorte.

 La misura, recentemente introdotta dalla normativa che ha prevede il reato di atti persecutori o “stalking”, è stata adottata su richiesta della procura di Busto Arsizio che ha ravvisato nei racconti resi alla polizia dalla moglie perseguitata e dai testimoni gli estremi della nuova fattispecie e dei maltrattamenti in famiglia.  In pratica l’uomo è accusato di aver adottato una serie di comportamenti tesi a minare la tranquillità della moglie, una dirigente d’azienda, ad ingenerare nella donna un senso di persistente insicurezza e ad instaurare un clima di terrore e sudditanza, costringendola a condizioni di vita penose. Il tutto mediante percosse, ingiurie, danneggiamenti, minacce, atti diffamatori e con il ricorso a mezzi di controllo anche a distanza: il sospetto è che l’uomo abbia addirittura utilizzato delle microspie.
Il 40enne in un’occasione sarebbe addirittura entrato abusivamente nell’abitazione della donna (quando già erano in fase di separazione) e le avrebbe gettato i vestiti nella vasca riempita di candeggina. Un’altra volta avrebbe diffuso fra i vicini di casa volantini contenenti insulti nei confronti della compagna, che lui accusa di adulterio.

e.romano

© riproduzione riservata