BUSTO ARSIZIO – Si allungano i tempi per rivedere aperta la piscina Manara: l’iter del project financing, che dovrebbe portare alla riqualificazione dell’impianto natatorio intitolato a Marco Sartori, sta infatti accumulando un ritardo tecnico. La proposta formale del soggetto privato interessato alla gestione e al rilancio della struttura, la società Aquamore, non è ancora stata depositata a Palazzo Gilardoni, con la conseguenza che l’intero percorso amministrativo subirà inevitabilmente uno slittamento di alcuni mesi.
La riapertura ipotizzata dal sindaco Emanuele Antonelli per gennaio 2027 appare dunque, allo stato attuale, difficilmente raggiungibile. Dal Comune, tuttavia, filtrano rassicurazioni: si parla di rallentamenti legati alla complessità dell’operazione e ai passaggi tecnici previsti dalla normativa per interventi di partenariato pubblico-privato di questa portata, con l’obiettivo dichiarato di arrivare comunque a un risultato positivo per la città.
La piscina, chiusa dall’estate 2024, è però tornata nel frattempo al centro dello scontro politico cittadino, con una polemica tutta interna alla maggioranza. A riaccendere la discussione è stato l’ex assessore Salvatore Loschiavo, che sui social ha denunciato l’assenza prolungata di un servizio pubblico fondamentale, accusando l’amministrazione di trascurare un tema che riguarda salute e sport, mentre si moltiplicherebbero, a suo dire, iniziative di facciata.
La risposta non si è fatta attendere ed è arrivata dall’attuale assessore allo Sport Matteo Sabba, anch’egli eletto nella Lista Antonelli, che ha ricordato come Loschiavo facesse parte della giunta quando già si registravano le proteste degli utenti dell’impianto. Lo scambio è proseguito con toni sempre più personali, con Sabba che ha accusato l’ex collega di criticare oggi scelte che in passato avrebbe condiviso, mentre Loschiavo ha replicato invitando a concentrarsi sul problema reale: una piscina pubblica chiusa da troppo tempo e senza una data certa per la riapertura.
Al di là della polemica, resta il nodo principale: la città attende ancora di sapere quando potrà tornare a disporre di uno dei suoi principali impianti sportivi, mentre il cronoprogramma della riqualificazione continua a scivolare in avanti.













