Paese dei Sapori di Biumo Inferiore: buona la seconda. Nella mattinata di ieri gli espositori erano nove, quattro in più del venerdì precedente, e hanno lavorato bene. Già dalle nove del mattino, in via Cairoli, sono stati avvistati i primi clienti, segno che il mercato rionale di alimentari era atteso dalle persone.
Tra i banchi sono spuntati alcuni produttori agricoli del territorio, tra cui Isabella Corti dell’azienda agricola Abete Bianco che, tra i boschi della Valcuvia, produce frutti di bosco biologici, mirtilli e verdure. «Ho venduto praticamente tutto, sono soddisfatta – afferma Isabella – Sono passate parecchie persone. La metà dei clienti sono miei amici, venuti apposta a Biumo perché sapevano di trovarmi. Ho pubblicizzato parecchio la mia presenza al Paese dei Sapori con Facebook e ha funzionato. E poi sono arrivati molti abitanti del quartiere che cercavano frutta e verdura fresca. Mi ha fatto piacere che la presenza del mercato abbia creato un po’ di movimento nel rione».
Isabella racconta anche che i negozianti del quartiere hanno preso contatto con gli ambulanti: «si è creato un bel clima di collaborazione. Del resto, la nostra presenza porta più passaggio e di riflesso più lavoro anche a loro. Di contro, per noi, è bello allestire il mercato su una strada dove ci sono negozi, in questo modo l’offerta è più ricca».
Soddisfatto anche Gianni Raio, membro della Pro Loco di Varese, che ha organizzato il mercato in collaborazione con Confesercenti: «come immaginavo le cose cominciano a funzionare bene. La richiesta di partecipazione sta aumentando».
Il Paese dei Sapori di Biumo, in una settimana, ha quasi raddoppiato la propria offerta, ma può crescere ancora. Adesso non resta che aspettare venerdì prossimo, che sarà un ulteriore banco di prova.
L’obiettivo, nel disegno di Raio, è quello di arrivare ad avere anche a Biumo un mercato strutturato come il Paese dei Sapori che si svolge in centro il terzo fine settimana del mese, con gazebo tutti uguali tra di loro e una bella varietà di prodotti.
E chissà che altri rioni, sull’esempio di Biumo, spingano per organizzare mercati analoghi, vivacizzando le strade e le periferie.













