New York, 12 lug. (Apcom) – Negli Stati Uniti la scarcerazione del regista Roman Polanski da parte delle autorità svizzere non è stata presa bene e su molti blog il sentimento prevalente è l’indignazione.
Il crimine per cui Polanski è stato condannato oltre 30 anni fa, lo stupro di una minorenne, negli Stati Uniti prevale su tutte le considerazioni legali. “Un paese davvero neutrale, la Svizzera! Così avremo un altro molestatore di bambini libero per il mondo”, scrive Perez Hilton.
“Polanski verrà visto in alcuni ambienti come un nuovo Oj Simpson, qualcuno il cui nome non verrà associato ai successi che lo hanno reso famoso e rispettato, ma ad un’immagine che non riuscirà mai a scrollarsi di dosso”, ha scritto Joe Gandelman, di The Moderate Voice.
Polanski scappò da Los Angeles dopo aver trascorso 42 giorni in un centro di osservazione psichiatrica, alla vigilia di una sentenza che molto probabilmente gli avrebbe comminato un periodo di carcere.
Sul suo blog ospitato dal Los Angeles Times Steve Lopez sottolinea che il caso Polanski riguarda uno stupro, e non cavilli legali. Ha scritto che per il regista oggi è stato “il giorno più fortunato dal 1978, quando è riuscito a scappare da Los Angeles prima che un giudice lo condannasse per aver fatto sesso con una ragazza di 13 anni”. Nel suo articolo Lopez riprende la reazione di Barbara Blaine, presidente del Survivors Network of those Abused by Priests, un gruppo di sostegno a persone che hanno subito violenze sessuali da parte di preti, secondo cui Polanski “se l’è cavata senza pagare lo scotto, nonostante il suo digustoso crimine contro una ragazza”. “Non proprio senza pagare scotto”, scrive Lopez, “ma quasi”.
Emc
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