Roma, 28 apr. (TMNews) – Proseguono le trattative sugli aiuti al Portogallo, con una certa confusione su tempi e dinamiche che verranno scelte da Unione europea e Fondo monetario internazionale sull’intervento che si vuole effettuare. I negoziati a Lisbona tra i tecnici di Commissione europea, della Bce e dell’istituzione di Washington potrebbero completarsi già la prossima settimana, ha affermato oggi il premier portoghese Jose Socrates, così “da poter sottomettere l’accordo all’Ecofin del 16 maggio”.
Tuttavia rischia di essere troppo prematuro questo termine, ha avvertito per parte sua il presidente dell’eurogruppo, Jean-Claude Juncker, perché su tutta la questione incombono possibili bastoni tra le ruote dalla piccola Finlandia, dove una recente affermazione elettorale di nazionalisti euroscettici ha complicato la situazione.
Nel paese scandinavo manca un governo a pieni poteri e una maggioranza parlamentare che possa avallare le sue decisioni, anche sugli aiuti a un paesi dell’area euro. Si tratta con i nazionalisti sperando che a fronte di duri sacrifici da paret del Portogallo siano disposti ad ammorbidire le loro posizioni. “Abbiamo un problema, come
dire… Finlandese – ha detto Juncker durante una visita a Parigi -. Per metà maggio mi sembra troppo presto non per la questione (portoghese) in sé ma per questa legittima difficoltà decisionale della Finlandia”. Ad ogni modo si sta lavorando assieme a Commissione e Bce per cercare una soluzione che risulti accettabile anche a Helsinki.
Per parte sua il Fmi ha chiarito che i negoziati sugli aiuti possono proseguire “per tutto il tempo che è necessario”, ha affermato il capo consigliere del dipartimento relazioni esterne, David Hawley durante un briefing con la stampa. Si tratta sulle varie contropartite agli aiuti: le strategie di risanamento di medio termine, i piani di privatizzazioni e le riforme strutturali e sulla finanza, come le banche. Hawley non ha invece voluto sbilanciarsi sulla possibilità che in caso di impasse a livello europei l’Fmi possa procedere a stanziare aiuti autonomamente al Portogallo. (fonte Afp)
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