Roma, 19 ott. (Apcom) – Pietro Ichino critica il ministro
dell’Economia, Giulio Tremonti, per l’elogio del posto fisso e lo
accusa di demagogia perchè il rilancio del vecchio sistema di
protezione ingesserebbe i rapporti tra aziende e lavoratori.
“Tremonti – afferma ad Apcom il senatore del Pd – allineandosi a
Bertinotti, in sostanza dice: il vecchio Statuto dei lavoratori
non si tocca. Le nuove generazioni potrebbero rispondergli: certo
che noi non lo si tocca, non lo vediamo neppure di lontano”.
“Se Tremonti intende dire che la sicurezza del lavoro e del
reddito è un bene della vita – spiega Ichino – allora si tratta
soltanto di un’ovvietà. Se invece intende rilanciare la vecchia
tecnica di protezione della sicurezza dei lavoratori, consistente
nell’ingessatura dei loro rapporti alle dipendenze delle aziende,
allora è un’affermazione demagogica”.
“Non è pensabile che in questa era economica – sottolinea il
giuslavorista – in cui il ritmo di obsolescenza delle tecniche
applicate e degli stessi prodotti si misura in pochi anni, la
sicurezza di continuità del lavoro e del reddito possa, come
regola generale, fondarsi sul modello del ‘posto di lavoro a
vita’”.
“La realtà – evidenzia Ichino – è che, se si resta ancorati alla
vecchia tecnica di protezione, si ottiene soltanto di spaccare in
due la forza lavoro, tra una parte di protetti e una parte di
poco o per nulla protetti: tutta la flessibilità di cui il
sistema ha bisogno si scarica su questi ultimi. Tremonti –
conclude – allineandosi a Bertinotti, in sostanza dice: il
vecchio Statuto dei lavoratori non si tocca. Le nuove generazioni
potrebbero rispondergli: certo che noi non lo si tocca, non lo
vediamo neppure di lontano”.
Glv
MAZ
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