VARESE (f. man.) Si chiama «Plus Lounge», si trova in via Veneto nel pieno centro pedonale, ed è ormai sede abituale di pausa pranzo per un numero indeterminato di professionisti varesini. Con la Cina a prima vista non sembrerebbe aver niente a che fare se non per gli occhi a mandorla dei (giovani) proprietari che ci lavorano.
Come siete arrivati ad aprire un bar a Varese?
Non è un mistero – risponde Helei Chen, cinese, 23 anni, titolare insieme al fratello Chu, 26 – per noi o confezioni, o ristoranti, o bar o negozi. Sono arrivata in Italia con i miei genitori quando avevo quattro anni, mio fratello ne aveva sette, siamo andati a scuola in Italia mentre i nostri genitori lavoravano in un ristorante cinese. Abitiamo a Varese solo da un paio di anni, abbiamo trovato un bar da rilevare e ci è piaciuto il posto. Eravamo a Gallarate ma io già lavoravo qui e quando ho sentito che il bar che c’era prima vendeva tutto abbiamo preso la licenza e il locale in affitto, era una bella occasione. Abbiamo aperto il 22 ottobre 2008.
Soddisfatti?
Direi di sì. Soprattutto a mezzogiorno abbiamo sempre molti clienti per la pausa pranzo e ultimamente stiamo andando meglio anche la sera. In inverno comunque si lavora di più.
Com’è possibile offrire primo, secondo e contorno a 5,50 euro senza il coperto?
Abbiamo questa mentalità del risparmio e facciamo tutto in famiglia. Viviamo davvero con molto poco, io e mio fratello di meno perché siamo la seconda generazione, ma nei nostri genitori si sente ancora di più. Hanno lavorato come dipendenti per anni, non hanno mai fatto una vacanza, e hanno risparmiato tutto per mettersi in proprio e dare un futuro a noi. Poi qui dentro lavoriamo in 5 o 6, ma siamo io, mio marito, mio fratello e sua moglie, e i nostri genitori che danno una mano. Non abbiamo dipendenti, questo ci permette di farcela. La verità però è che ci sono ancora molte persone con una mentalità chiusa tra i varesotti. Noi ormai abbiamo i clienti fissi che ci conoscono e si trovano bene ma capita gente che entra, vede che siamo cinesi e se ne va. Dall’altra parte c’è chi arriva cercando cucina cinese e trova piatti italiani, per questo ogni tanto aggiungiamo spaghetti di riso o riso alla cantonese, sempre molto graditi.
e.marletta
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