– Hanno trascorso l’estate più calda di cui si ha memoria a sudare sui campi, a fare a gara per produrre i pomodori più saporiti e le zucchine più lunghe. A sussurrarsi segreti sui migliori concimi e sui modi di tenere alla larga le lumache. Adesso, finalmente, potranno passare una giornata con le gambe sotto il tavolo, a godersi il meritato riposo. I contadini pensionati che coltivano gli appezzamenti del Comune saranno invitati, il 16 dicembre, al circolo di Bizzozero per il pranzo di Natale.
«Si tratta di una tradizione che ripetiamo da qualche anno, che serve per dare un’occasione ai pensionati che coltivano gli orti sociali di trovarsi e scambiarsi gli auguri» spiega l’assessore al Verde pubblico , puntualizzando che la cura dei campi e delle piante è un toccasana anche per la salute: «Si fa qualcosa all’aria aperta, a contatto con la natura, invece che stare chiusi in casa». Il pranzo sarà a base di piatti della tradizione povera, con materie prime locali e verdure di stagione. Il menù è in via di definizione, ma potrebbe comprendere pasta e fagioli con le cotiche o pasta fatta a mano, oltre che una fetta di pandoro o panettone. «Ci teniamo talmente tanto a fare questo pranzo che, pur di non perdere l’appuntamento, siamo pronte a fare i salti mortali – affermano e , che gestiscono il locale Ohana nei locali del circolo di Bizzozero – E chissà mai che non nasca qualche collaborazione con i pensionati che fanno gli orti, perché a noi piacerebbe poter usare le verdure che producono, sempre che sia ammesso dalla legge. Il nostro locale vuole affermarsi come un punto di ritrovo sano e genuino, quindi ben venga il “pranzo degli orti”». I rioni di Bizzozero e Giubiano sono ricchi di orti sociali, che in totale sono 180. Ci sono quelli di via Maddalena, via Salvore e via Guaralda. A cui si aggiungono gli orti sociali di via Giordani (a Calcinate degli Origoni) e di via Ca’ Bassa (a San Fermo).
In questa stagione i terreni sono fermi. Ritrovarsi per la festa di Natale dà ai coltivatori l’occasione di rivedersi e stemperare in un bicchiere di vino i ricordi, ma anche le rivalità che nascono nei campi. In via Maddalena, per fare un esempio, i pensionati hanno eretto barriere tra un appezzamento all’altro, per evitare “sconfinamenti” di verdure e furti. Sempre per evitare problemi, negli orti ognuno ha il proprio cassonetto dell’umido e i propri attrezzi. In questi ultimi anni abbiamo assistito a un vero e proprio boom degli orti sociali. Le richieste per entrare in possesso di un orto possono essere presentate da parte di cittadini pensionati e residenti, che hanno un’età minima di 60 anni e non siano proprietari di terreni nel territorio del Comune. I lotti da destinare a orto vengono assegnati sulla base di una graduatoria che tiene conto dell’ordine di presentazione all’ufficio protocollo, dei punteggi più elevati assegnati ai residenti prossimi alle aree adibite ad orti e a quelli con maggiore età anagrafica.













