Precari e pure senza soldi I prof si preparano alla lotta

VARESE Sono centinaia gli insegnanti precari di Varese che non vedono lo stipendio da novembre o che ricevono solo saltuariamente la loro busta paga. E il sindacato lancia un ultimatum: «Siamo pronti ad andare per vie legali – affermano da Cgil e Cisl Scuola – se la situazione non sarà sanata entro pochi giorni, dalla settimana prossima faremo partire i decreti di ingiunzione». Il disagio infatti colpisce una particolare categoria di insegnanti, quella dei supplenti precari, che già sono costretti a vivere in una situazione instabile e che ora non percepiscono neppure il denaro dovuto per il lavoro svolto negli ultimi quattro mesi. In questa situazione costituisce magra consolazione sapere che nelle stesse condizioni dei professori varesini ci sono in tutta Italia 50, forse addirittura 100 mila colleghi secondo le stime del Ministero chiamato nelle scorse settimane a intervenire. E non poteva essere altrimenti dato che i gravi ritardi nei pagamenti hanno origine da un “problema tecnico” al nuovo sistema informatico per i pagamenti. In pratica il dirigente scolastico, al momento del conferimento di incarico al supplente, dovrebbe firmare il contratto e registrarlo su una pagina dedicata del portale del Miur (Ministero dell’istruzione, università e

ricerca), ma qualcosa già nei mesi scorsi non ha funzionato come avrebbe dovuto. «Il problema è andato crescendo nel corso dei mesi, man mano che le cattedre venivano assegnate fino ad esplodere a inizio anno», spiega Raimondo Parisi, segretario della Cgil scuola con riferimento all’intervento del sindacato su scala nazionale. «Finalmente a inizio mese il Ministero ha dichiarato di aver risolto il problema informatico garantendo che da lì a breve le buste paga sarebbero arrivate ai docenti con tutti gli arretrati. Ma a quanto pare quei fondi sono ancora bloccati e la pazienza sta per finire», aggiunge Parisi minacciando il ricorso alle vie legali a partire da settimana prossima.Sul piede di guerra anche la Cisl Scuola che pure ha già contattato i legali per valutare la possibilità di procedere con i decreti di ingiunzione «che dovranno essere rivolti innanzitutto contro i presidi, perché sono loro a firmare il contratto a nome del Ministero», spiega Paolo Verolla, segretario aggiunto della Cisl scuola. Una responsabilità che di fatto ha già spinto molti dirigenti ad anticipare gli stipendi ai precari dimenticati dal Miur utilizzando altri fondi scolastici. «Ma non tutte le scuole hanno disponibilità economiche sufficienti», precisa Verolla.

s.bartolini

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