Rischia fino a un anno di carcere, a meno che cancelli spontaneamente la sua creazione.
Chissà se “Dante”, il writer ventenne denunciato ieri dai carabinieri della compagnia di Varese con l’accusa di imbrattamento, ci sta pensando, o se preferisce rischiare la condanna.
Il ragazzo non è nuovo a questo tipo di bravate: l’anno scorso era già stato denunciato, sempre per imbrattamento, per aver dipinto il proprio tag (la firma che i writers “clandestini” lasciano sui muri delle città per segnalare la propria attività) sui muri del centro.
Questa volta “Dante” ha preso di mira il muro perimetrale di una casa in viale Aguggiari, disegnando addirittura un “throw up”, cioè la versione ingrandita ed elaborata della tag. Il graffito è stato visto quasi subito, e segnalato ai carabinieri. Visti i precedenti, riconoscere che a tracciare quei segni era stata la stessa mano di un anno prima è stato facile, e il ragazzo è stato subito denunciato.
Questa volta, Dante rischia addirittura un anno di carcere, ma la pena potrebbe ridursi se il writer decidesse spontaneamente di cancellare la propria opera prima dell’inizio del processo. Anche perché l’ipotesi più probabile è che sia lo stesso tribunale a condannarlo a riparare al danno causato, quindi il throw up è comunque destinato a non durare.
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