Prevenzione melanoma: via libera del Senato, stretta sui tatuaggi

Consenso informato obbligatorio, screening mirati e una giornata nazionale dedicata

Il Senato ha approvato, con alcune modifiche, il disegno di legge sulla prevenzione del melanoma, rafforzando le misure di informazione, diagnosi precoce e tutela della salute. Il testo, già licenziato dalla Camera, torna ora a Montecitorio per l’approvazione definitiva.

La novità più rilevante riguarda il mondo dei tatuaggi: chi decide di tatuarsi dovrà firmare un consenso informato scritto. I tatuatori saranno obbligati a fornire un documento che illustri i rischi sanitari legati all’esecuzione e alla rimozione dei tatuaggi, oltre alle precauzioni da seguire dopo il trattamento. Il consenso firmato dovrà essere conservato dall’esercente per eventuali controlli. Le modalità operative saranno definite da un decreto del Ministero della Salute entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge.

Il provvedimento prevede inoltre campagne di screening gratuite promosse da Regioni e aziende sanitarie, rivolte alle persone considerate più a rischio: soggetti con familiarità per il melanoma, fototipo chiaro, over 50, lavoratori foto-esposti o residenti in aree con alta esposizione ai raggi UV. Le attività potranno avvalersi anche di telemedicina e teleconsulto, per ampliare l’accesso alla prevenzione.

Dal punto di vista medico, il ddl ribadisce che i tatuaggi non sono di per sé causa di melanoma, ma possono ostacolare la diagnosi precoce, coprendo nei sospetti o generando falsi allarmi. Per questo i dermatologi raccomandano di non tatuare mai i nei e di mantenere una distanza di sicurezza di almeno un centimetro, così da facilitarne il monitoraggio secondo la regola dell’ABCDE (Asimmetria, Bordi irregolari, Colore disomogeneo, Dimensioni, Evoluzione).

La legge istituisce infine la Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma, fissata al primo sabato di maggio, con iniziative di sensibilizzazione e controlli su tutto il territorio nazionale. Al Ministero della Salute spetterà il coordinamento delle campagne informative, mentre il Ministero dell’Istruzione, in collaborazione con quello della Salute, promuoverà nelle scuole buone pratiche come l’autoesame della pelle, fondamentale per una diagnosi tempestiva.