Prima campanella per 101 mila Ma con meno prof e meno soldi

Prima campanella per 101 mila Ma con meno prof e meno soldi

VARESE E’ suonata stamattina la prima campanella per 101mila studenti della provincia di Varese, dalle scuole per l’infanzia alle superiori, per un totale di 600 alunni più dello scorso anno. Gli stranieri sono l’8%, lo 0,1% in meno rispetto all’anno scorso. Più o meno invariato il numero di disabili (2600), mentre aumentano i docenti di sostegno che saranno 1099 (di cui solo 750 specializzati) contro i 1011 del 2009.

I professori, salvo qualche eccezione, dovrebbero già tutti essere in cattedra (diversa la situazione per i dirigenti: i posti scoperti sono ancora 21). Gli insegnanti in esubero per le materie di musica, educazione tecnica e fisica sono 25. Gli studenti aumentano, ma diminuiscono gli insegnanti che quest’anno saranno 9300, 250 in meno rispetto all’anno passato. Le classi, di conseguenza, diventano più popolose.

La media totale di alunni per classe sale a 21,92 contro 21,73 del 2009. Una differenza che, letta così, sembra di poco conto, ma che si riflette soprattutto sulle classi delle scuole superiori che, in media, avranno 23,76 studenti (22,07 alle medie). «Il numero di alunni per classe è salito – spiega Claudio Merletti, dirigente dell’ufficio scolastico provinciale – ma in modo inferiore rispetto al resto della Lombardia, dove l’incremento è stato di 0,36 contro il nostro 0,19». Il personale Ata, che comprende collaboratori scolastici, tecnici e personale di segreteria, conta 2626 unità. I bidelli

sono 1729 e, di questi, il 21% non è perfettamente idoneo alle sue mansioni. Questo significa che un bidello su cinque potrebbe essere esonerato dalle attività quotidiane. Basta un’allergia alla polvere, infatti, per non consentire alla persona di fare le pulizie. O un mal di schiena cronico a vietare lavori di routine, come spostare i banchi. A causa dei problemi fisici, inoltre, i bidelli possono stare a casa tre giorni su 20. Ovviamente la presenza così elevata di personale non idoneo alle mansioni si ripercuote su chi è in salute, creando delle situazioni di squilibrio.

«Verificheremo con l’Asl se le persone sono, come dovrebbero, veramente invalide» dice Merletti. L’imperativo, in questo anno di austerity, è ridurre gli sprechi a zero. A tal proposito sarà il ministero delle finanze ad accentrare la gestione dei fondi, distribuendoli sulla base dei diversi capitoli di spesa. «A seguito di alcune incongruenze rilevate, le scuole non avranno più la cassa» spiega Merletti. Novità anche per i viaggi studio. Fino allo scorso anno, i professori che accompagnavano i ragazzi all’estero prendevano un bonus superiore a chi andava in gita in Italia. Ora invece non sarà più così, tutti prenderanno la stessa quota. Una riforma che potrebbe limitare le gite oltre confine.

In tale panorama, dove saranno meno i soldi nelle tasche di tutti, continuano ad avere successo le scuole paritarie, frequentate da uno studente su cinque nella nostra provincia (circa 27 mila studenti).

«Questo sarà un anno in cui, nonostante le difficoltà, non è consentito rinunciare alla speranza – conclude Merletti – la scuola da noi funziona. Ci sono insegnanti davvero motivati, come i 170 volontari che, gratuitamente, stanno costruendo un uno strumento per valutare l’apprendimento degli studenti».
Adriana Morlacchi

s.bartolini

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