Prime risposte per Varese «Il vostro carcere non chiuderà»

Prime risposte per Varese
«Il vostro carcere non chiuderà»

«Il carcere di Varese non chiuderà mai». Parola di ministro della Giustizia. Primo incontro tra il sindaco e il ministro dopo che il primo cittadino, incontrando il Guardasigilli in visita a Varese e Busto Arsizio l’altroieri per promuovere una riforma della giustizia partecipata, aveva chiesto pubblicamente un colloquio «per discutere del futuro dei Miogni».

Ed è arrivata la prima importante rassicurazione: «Il ministro Orlando – spiega Fontana – mi ha assicurato che la casa circondariale di Varese non verrà mai chiusa, spazzando via ogni incertezza e mettendo a tacere voci e timori».

I Miogni, però, nelle attuali condizioni non possono più restare. Il carcere è vetusto e obsoleto; in alcuni punti (prova ne è la transennatura di alcune delle torrette per i sorveglianti del perimetro murario della struttura) è stato registrato un rischio di crolli.

Ed è questo secondo aspetto, certificato il “non chiuderà mai” per la verità già arrivato dall’ex ministro, a stare maggiormente a cuore al primo cittadino.

«Il ministro ha lasciato intendere, in modo abbastanza chiaro, di aver individuato una soluzione che privilegi la ristrutturazione dell’attuale carcere rispetto alla costruzione ex novo di un’altra casa circondariale», spiega il primo cittadino.

In sintesi i Miogni resteranno tali, ma saranno oggetto di un intervento di riqualificazione complessivo in modo da diventare struttura contemporanea.

«Ho chiaramente detto che Varese tiene al suo carcere – aggiunge Fontana – E che la città è pronta a rendersi disponibile, come del resto già messo in chiaro in sede di consiglio comunale».

Il Comune «è pronto, ad esempio, a mettere a disposizione delle aree per consentire l’ampliamento della struttura – prosegue il primo cittadino – Insomma ho detto al ministro, che se ne è felicitato, che la città farà il possibile. Certo, però, dovrà essere il ministero a muoversi». Una tempistica ancora non c’è: «È stato un primo incontro – argomenta Fontana – La questione dovrà essere approfondita sotto il profilo tecnico».

E anche economico. «Quella per la riqualificazione dei Miogni è una questione che sta a cuore alla città. Non lasceremo cadere il tema», aggiunge Fontana. «C’è l’assicurazione della non chiusura della struttura – conclude Fontana – Ora lavoriamo per costruire concretamente il futuro della nostra casa circondariale».

«Allargare il bacino di confronto»

Orlando, del resto, aveva da subito risposto sì al sindaco Fontana rendendosi disponibile ad un incontro.

Incontro che si è consumato dopo che il Guardasigilli ha terminato l’incontro con operatori di giustizia e rappresentanti di categoria per raccogliere problematiche da tenere in considerazione nella stesura della riforma della giustizia in atto.

Orlando ha chiuso l’incontro invitando «ad allargare il bacino del confronto. Mi rivolgo ai cittadini che, attraverso una e mail al ministero possono segnalare spunti di riflessione da tenere in considerazione nella riforma in atto».

Simona Carnaghi

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