Pro, missione possibile “Tutti per la salvezza”

Pro, missione possibile “Tutti per la salvezza”

BUSTO ARSIZIO E’ alle porte l’ultima giornata di un campionato che i tifosi della Pro Patria non manderanno certo agli archivi come uno dei più entusiasmanti dei 91 anni di storia tigrotta. Pur nella delusione generale, i tifosi provano a spronare la squadra in vista della delicata sfida di domenica con il Lumezzane, ma soprattutto degli eventuali playout. Nonostante tutto Busto è con la Pro, ma l’atteggiamento della squadra deve cambiare: urge un’impennata d’orgoglio, subito.

Nel quartiere di Sant’Edoardo vivono molti tifosi biancoblù: uno di questi è Simone Lamperti, 31 anni, molti dei quali passati a urlare a squarciagola per la Pro in tutti gli stadi d’Italia: «Un po’ di paura c’è, inutile negarlo – ammette – In troppe occasioni la squadra ha dimostrato di essere inaffidabile. Comunque spero in un riscatto finale. Questi giocatori devono dimostrare, almeno adesso, un minimo di riconoscenza verso i tifosi che li hanno seguiti malgrado tutte le difficoltà».

Anche nella vicina Santa Croce ci sono cuori che battono forte quando in campo scendono i biancoblù: Giancarlo Bacchi, segretario del Pro Patria Club, segue i tigrotti da 45 anni: «E in tutto questo tempo non avevo mai visto una squadra così scarsa – è l’amara constatazione di Bacchi – I giocatori hanno chiari limiti e mi sembra che non vadano neanche d’accordo tra di loro». Quando parla della Pro, Bacchi è un fiume in piena, com’è tipico di chi soffre per

la propria squadra del cuore. «A Tesoro dico grazie, perché ha investito molto – continua- ma i soldi vanno spesi bene: mi auguro che impari la lezione e l’anno prossimo si attorni di collaboratori più competenti. Se dipendesse da me, l’anno prossimo confermerei solo Giambruno, gli altri li manderei tutti via». «Noi tifosi siamo i più penalizzati quando le cose vanno male – conclude Bacchi – Quest’anno vado allo stadio con scarso entusiasmo, quasi per forza d’inerzia, ma naturalmente speriamo almeno di salvarci».

Se ci si sposta verso Sacconago, il sentimento di disaffezione verso questi giocatori non diminuisce. E’ deluso Luca Orla, 37 anni, sinaghino e tigrotto doc. «Seguo la Pro da 20 anni e non ricordo una stagione peggiore di questa – sottolinea Luca – La cosa che mi spiace di più è che questa dirigenza ha fatto sciupare tutto l’entusiasmo che si era creato l’estate scorsa, dimostrando a mio parere anche scarsa attenzione per i tifosi: gli interessamenti per altre società non sono stati un bel gesto». Lo spirito battagliero assente nella squadra, non manca però a Luca: «Vada come vada, io continuerò a seguire la Pro Patria, indipendentemente dalla categoria». Più ottimista un altro tifoso sinaghino, il giovane Simone Armiraglio, 17 anni: «Tra le squadre che dovrebbero disputare i playout, per me la Pro Patria è la più forte – è la convinzione di Simone – Quest’anno hanno lottato poco, ma se giocano con la giusta mentalità non devono temere nessuno».

f.tonghini

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