Pro Patria, la rincorsa continua Asmini: «La salvezza è il minimo»

BUSTO ARSIZIO «Si può fare» per Salvatore Asmini. La salvezza diretta è un traguardo che il cuore tigrotto ed ex diesse doriano vede come traguardo raggiungibile.

Gli è bastata una sola partita allo Speroni per intuire che i tigrotti stavano suonando le corde giuste: è stata la gara con Sambonifacese, vinta per 4-0 all’indomani dei sei punti di penalizzazione, con la Pro ancora ignara che di lì a qualche settimana le sarebbero arrivate sulla testa altre quattro penalità.:«Non fu una gran partita – commenta Asmini – ma in queste categorie non si pretende il bel calcio. Della Pro Patria mi era piaciuta la rabbia con la quale era andata in campo, allenatore compreso. Ho visto Cusatis anche incazzato in certi momenti della partita: mi è sembrato un atteggiamento giusto, probabilmente l’ha trasmesso ai suoi giocatori».

È questo il piglio che ci vuole?
È fuori discussione. Se vuoi conquistare la salvezza deve andare in campo con l’atteggiamento giusto. Bisogna avere dentro la determinazione di chi sa che deve uscire dal campo con in mano il risultato, e non si muove da lì finchè non lo raggiunge.

Quindi non è del tutto sorpreso dalla Pro in versione rullo compressore?
Beh, vincere tre partite di fila, a maggior ragione in una settimana e contro squadre come Rimini o Savona, è un risultato importante. In pochi giorni la Pro Patria è passata dall’ultimo posto, a una certa distanza dalla penultima, a intravedere la zona playout. Nove punti in tre partite sono tanta roba.

Che molla può essere scattata?
Non sono dentro l’ambiente e, come ho detto, la squadra l’ho vista una sola volta: ma qui sono stati bravi allenatore e giocatori. Il primo a trasmettere il suo carattere, gli altri a recepire che non serviva altro che pedalare. Se ti vuoi salvare devi solo correre e avere continuità.

La Pro di risultati utili ne ha infilati otto.
Benissimo. Deve però continuare, perché il risultato dà carica ed entusiasmo. Soprattutto deve sempre stare sul pezzo. Hai vinto? Bene, festeggi per mezz’ora e poi vai subito con la testa alla prossima partita.

Se no?
Non dico che il lavoro che hai fatto vada tutto in fumo, ma in buona parte viene disperso. Devi ricominciare da capo, trovare la concentrazione: non è semplice, e magari i risultati meno brillanti non ti aiutano.

L’ambiente esterno, l’euforia dei tifosi, può distrarre?
Sappiamo come sono i tifosi a Busto: o si deprimono o si esaltano. È sufficiente una sconfitta e sono pronti a buttarsi sotto il treno, la domenica dopo vinci e pensano di bloccare il treno in corsa. Credo sia importante il comportamento della società. Ha mantenuto l’equilibrio nei momenti difficili, non facendosi prendere la mano: ora deve spegnere eventuali fuochi che i risultati possono accendere.

Dica la verità: ci crede davvero alla salvezza?
Allora: senza le penalizzazioni la Pro avrebbe in classifica 23 punti, in piena zona playoff. Se non sbaglia un colpo da qui alla fine dell’andata, come penso, e se le vengono restituiti dei punti di penalizzazione, la Pro Patria nel girone di ritorno non può non salvarsi. L’importante, lo ripeto, è andare in campo con l’approccio giusto. Se la Sampdoria lo scorso anno è andata giù, è perché in campo non aveva l’atteggiamento dei lottatori.

Giovanni Toia

s.affolti

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