Roma, 13 apr. (TMNews) – Viene accolto con un boato di urla il voto sul processo breve alla Camera, nel sit-in organizzato davanti Montecitorio: “Ver-go-gna, Ver-go-gna”. Dal palchetto organizzato oltre le transenne, gli organizzatori – popolo viola, associazioni come Giustizia e libertà e Articolo 21 e comitati di vittime di stragi come il terremoto dell’Aquila e l’incidente ferroviario di Viareggio – hanno indirizzato slogan e cori a Berlusconi e alla maggioranza, non prima di aver rivolto un’accusa all’opposizione: “I conti non tornano. Qualche parlamentare dell’opposizione non c’era. Lo scoveremo e lo sputtaneremo in rete”, è stata la prima promessa dello speaker.
La folla di un paio di centinaia di persone, punteggiate da bandiere – per i partiti, Fli, Idv e Sel – ha scandito senza interruzione slogan come ‘Vergogna’, ‘Venduti’, ‘Ladri’, o, con linguaggio più greve, ‘Fate schifo’, ‘Mignotte’. Un tricolore è stato listato a lutto. Lo speaker ha promesso che un altro sit-sarà convocato davanti al Senato. “Questa legge a favore di uno libera 25mila criminali”. Cori di protesta anche nei confronti dei parlamentari di maggioranza usciti dal portone e intravisti in lontananza. “Lega ladrona, l’Italia non perdona”, uno degli slogan più ricorrenti. Apprezzamento ironico per i poliziotti del cordone che ha separato il sit-in dalla piazza: “Grazie di difenderci da quei delinquenti”.
Ska
© riproduzione riservata











