È iniziata ieri la fase di rodaggio della “rivoluzione” che ha investito il Pronto Soccorso del Circolo e i raparti di Ortopedia, Geriatria, Chirurgia generale I e Medicina generale I per alleviare “le pene” dell’unità operativa di emergenza -urgenza.
Una rivoluzione che, in linea con la priorità e le scadenze fissate dall’assessorato alla Salute di Regione Lombardia, ha portato a un incremento di personale, in parte nuovo (15 infermieri e due internisti) e in parte recuperato da altri reparti (25 infermieri e due medici) grazie a un’operazione di riorganizzazione interna all’azienda per il recupero di nuove risorse.
Per molti questo risulta essere un lungo weekend di gite fuori porta, complice il ponte legato alla festività del Primo Maggio, così l’affluenza ieri al Pronto Soccorso è stata ridotta e non è stato possibile per medici e infermieri rendersi conto dei benefici che questa rivoluzione (ancora in fase di rodaggio) può apportare.
La vera partita si giocherà lunedì. Intanto gli utenti che ieri hanno fatto riferimenti al Pronto Soccorso non erano al corrente della riorganizzazione. «Non sapevamo che ci fosse stata una riorganizzazione del Pronto Soccorso – commenta, che ha accompagnato il consuocero al Pronto Soccorso a causa di un malore – In questo reparto ci sono tanti bravi medici e infermieri: se grazie a questo intervento riuscissero ad abbassare i tempi di attesa a pari qualità delle prestazioni già fornite, ben venga».
Anche , in attesa di avere gli esiti degli esami fatti alla nuora, dichiara di essere totalmente allo scuro di quanto messo in campo dall’azienda ospedaliera. «Devo ammettere che non leggo molto i quotidiani – spiega – Non sapevo, quindi, nulla in merito. La cosa positiva mi sembra di capire sia che nessuno sarà più costretto a trascorrere la notte sulla barella».
Le sigle sindacali, che da qualche mese hanno fatto fronte comune per cercare di migliorare le condizioni di lavoro del personale medico-infermieristico (soprattutto del Pronto Soccorso), esprimono una certa soddisfazione.
«Il lavoro da fare però – precisano – non è ancora finito». Infatti, secondo i sindacati gli effetti del congestionamento del Pronto Soccorso si ripercuotono a catena su molti reparti dell’azienda.
«Questo è un primo passo avanti, ma la riorganizzazione non deve esaurirsi con questo intervento che, invece, deve essere il primo di una lunga serie. L’ospedale non si esaurisce con il Pronto Soccorso che è certamente la porta d’ingresso, ma ora dobbiamo lavorare insieme alla dirigenza ospedaliera per garantire condizioni accettabili anche per il resto del personale».
Di questo, però, la direzione ospedaliera è consapevole. E sta già programmando, in sinergia con le rappresentanze sindacali, gli interventi futuri.
Ma perché avvenga una vera rivoluzione dell’offerta sanitaria è necessario compiere di pari passo una riorganizzazione territoriale dei servizi assistenziali.
La tendenza in ambito sanitario è quella di abbattere i costi mantenendo servizi assistenziali di qualità meglio distribuiti sul territorio. Così, la soluzione ipotizzata dall’Asl è quella di aumentare i posti letto per sub acuti sul territorio, attribuendoli non a strutture ospedaliere ma a case di cura accreditate e a contratto perché si sono dimostrate nel tempo quelle che hanno saputo saturare sempre al meglio i posti a disposizione.
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