VARESE Moderare la velocità e migliorare la segnaletica: le proposte per rendere più sicuro il crocevia maledetto. Quello di sabato pomeriggio, purtroppo, non è stato il primo incidente all’incrocio tra via Gasparotto e via Cantore. Il terribile scontro tra una moto e un’auto, che è costato la vita a un motociclista di Garbagnate Milanese, Giovanni Boccamazzo, 34 anni. La stessa strada sulla quale aveva perso la vita una donna tre anni fa. Mentre sono ancora da appurare le responsabilità, è inevitabile pensare alla pericolosità della svolta dotata di un segnale poco visibile.«Quello stop purtroppo è già stato teatro di incidenti – racconta Fabrizio Mirabelli, capogruppo Pd in consiglio comunale – Spesso chi arriva da Varese e deve andare verso Gazzada non mette la freccia. Anche se ha la precedenza rende la svolta pericolosa».Disattenzioni che diminuiscono il fattore sicurezza. È necessario trovare soluzioni che possano impedire il ripetersi della tragedia. «Andrebbe potenziata la segnaletica. Mettere un semaforo
non avrebbe granché senso. Nelle ore di punta bloccherebbe una zona densamente trafficata. Chi percorre la strada in ingresso a Varese alla mattina, sa bene che la coda arriva fino al ponte di Gazzada».Una cartellonistica verticale e orizzontale più evidente servirebbe «a far capire che quello stop va rispettato. Molti tendono a scalare le marce e a rallentare, poi controllano che non arrivi nessuno e procedono. Provenendo da Varese si esce dalla curva ed è molto più facile premere sull’acceleratore. Tutte queste circostanze mettono in pericolo la sicurezza».In sintesi la segnaletica serve, ma è necessario anche rispettarla Secondo Gianluigi Lazzarini, consigliere comunale della Lega, quello dell’incidente di sabato «è sempre stato un incrocio particolare. Dovrebbe essere più evidente per chi sopraggiunge da Azzate». Indicazioni più marcate e visibili sono importanti, ma lo sono anche l’impegno e la responsabilità del singolo. «Ribadisco sempre che l’attenzione maggiore deve andare alla velocità, che è la più alta causa di sinistri».
s.bartolini
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