GALLARATE «Il mostro non abita qui». Si ribellano alle voci maligne e alle dicerie i baristi del «Mosaicò», il locale alla moda di piazza San Lorenzo che da qualche giorno è finito al centro di odiosi gossip.
Il riferimento è ai sospetti, «del tutto infondati e diffusi chissà come», che il “mostro” arrestato lo scorso week-end a Gallarate con l’accusa di aver violentato una ragazza minorenne potesse essere un barista del «Mosaicò». «Smentiamo categoricamente. I titolari e i dipendenti sono tutti regolarmente al lavoro, nessuno è agli arresti. Per chi volesse verificare basta farsi un giro qui da noi» garantiscono a chiare lettere dal frequentatissimo bar.
A suscitare l’odioso collegamento il fatto che le forze dell’ordine non abbiano fornito alla stampa le generalità dell’uomo né tantomeno il nome dell’attività attorno al quale si è sviluppato il caso (l’arrestato avrebbe usato la scusa di un colloquio per l’assunzione per far ubriacare la 16enne prima di violentarla): si è parlato
genericamente del «titolare di un bar in zona stazione». Un particolare che deve aver alimentato la fantasia perversa e maligna di qualcuno, se è vero che, un paio di giorni fa, è giunto alle orecchie della stessa “vittima” dell’odioso gossip che stesse girando voce che l’uomo arrestato fosse proprio un barista del «Mosaicò».
Anche se la persona ingiustamente messa alla gogna da “vox populi” non ha 45 anni, non è il titolare dell’attività e non vive nemmeno a Gallarate. Insomma, non solo non c’entra niente ma non ha nemmeno alcuna caratteristica che possa indurre a uno scambio di persona. Di qui la volontà di smentire sul nascere in modo netto e categorico ogni voce. «Al Mosaicò non c’è nessun mostro».
Andrea Aliverti
f.tonghini
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