Roma, 16 feb. (Apcom) – Affido congiunto per il figlio conteso in un caso burrascoso di divorzio. Ma il ‘figlio’ non è un bimbo, bensì un cane. Succede a Taranto, dove il giudice ha dovuto prendere una decisione salomonica per fare contenti tutti, tranne il cane conteso. Un anno fa la signora Vittoria, dopo un matrimonio burrascoso è fuggita da casa insieme alla sua cagnetta Lucky. Cagnetta che però ai termini di legge risulta di proprietà del marito, a cui è intestato il microchip. Al marito era rimasta anche l`altra cagnetta di famiglia, Miriam, figlia di Lucky. Passato un anno, l’uomo ha avviato la causa di separazione nella quale ha chiesto la restituzione di Lucky.
Il giudice, ha stabilito che il cane dovrà essere diviso in maniera equa, ossia sei mesi alla moglie, sei mesi al marito, ritenendo in sentenza che anche il cane, così come la casa i mobili e gli elettrodomestici, sia parte della comunione dei beni. Una sentenza che non tiene però conto dello stato di affezione dell`animale, che pur essendo intestato al marito ha sempre vissuto con la signora Vittoria. La signora si è ora rivolta al Tribunale degli Animali di Aidaa, l’associazione a tutela degli animali e dell’ambiente, per tentare di trovare una soluzione che porti il marito a riconoscere che Lucky di fatto è della padrona, e una conciliazione che permetta il passaggio di proprietà del microchip. E che faccia contenta anche la cagnetta.
Apa
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