GALLARATE «Bisognerà trovare una soluzione. Soluzione che, in ogni caso, non sarà semplice». Federico Papa, legale del fratello Riccardo Papa, ex presidente dell’ordine degli avvocati della provincia di Varese, indagato per concussione in corso con Luigi Bossi, ex responsabile dell’ufficio urbanistica del comune di Gallarate, e con la compagna di quest’ultimo, Federica Motta, architetto, riflette sull’empasse “intercettazioni” che ha spinto il collegio giudicante presieduto da Toni Novik, ad anticipare l’udienza del processo (già iniziato) dal 17 settembre al 9 luglio. Sul piatto ci sono 300 mila intercettazioni telefoniche che il perito nominato dal tribunale ha dichiarato di non poter trascrivere prima di mille mesi. «Le difese hanno legittimamente chiesto la trascrizione di tutte le intercettazioni – spiega Papa – Questo non per creare ostruzione al procedimento, ma per poter garantire la migliore assistenza possibile ai clienti. Di queste 300 mila tracce l’accusa ne ha indicate nel procedimento circa una sessantina. Delle altre non sappiamo nulla. Quindi io credo che, in sede di contraddittorio, il 9 luglio l’accusa dovrà spiegare chi sono le persone intercettate oltre ai tre indagati». Per
Papa «il problema sta a monte. Non si possono intercettare delle persone per 8 mesi. Senza per altro che il rinnovo delle autorizzazioni venga motivato con fatti nuovi emersi dalle indagini. E io credo che ci si dovrebbe porre anche qualche domanda sui costi sostenuti. Quindi il primo passo è capire chi sono gli intercettati». Il giudice potrebbe chiedere alle difese se intendono rinunciare o meno alla richiesta di trascrizione integrale delle tracce. «Suppongo che la risposta sarà negativa – spiega Papa – Nei brogliacci vengono indicati soltanto i nomi degli interlocutori senza l’argomento della conversazione. Si parla di tracce irrilevanti. Ma ciò che non è rilevante per l’accusa può esserlo per la difesa. In sintesi se due persone estranee all’indagine si dicono per telefono che i veri responsabili dell’accaduto sono loro, gli avvocati devono poterlo sapere». E quindi potrebbe essere adottata la soluzione proposta dal perito: gli 87 tra cd e dvd contenti le 300 mila intercettazioni saranno riconsegnati alle parti che dovranno ascoltarseli. «Ma anche così, dovendo fare un lavoro più che preciso, occorreranno mesi», conclude Papa.
f.tonghini
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